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Viterbo, alunno maltrattato e umiliato in classe a Bagnoregio. Slitta il processo all'insegnante

V. T.
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Rinviato a marzo del prossimo anno il processo a carico di Giuseppina Castellani, docente di lettere 60enne, in servizio presso un istituto omnicomprensivo di Bagnoregio nell’anno scolastico 2015 e 2016, accusata di maltrattamenti aggravati nei confronti di un alunno. L’udienza che era stata fissata al 21 giugno e che doveva essere dedicata all’ascolto di alcuni docenti citati dalla difesa è stata rimandata e il procedimento verrà assegnato a un altro giudice.

 

Lo scorso febbraio in aula hanno testimoniato 5 genitori di altrettanti compagni della vittima e la preside della scuola. “A gennaio 2016 ricevetti una lettera di lamentele da parte di alcuni genitori – ha riferito la dirigente-. La madre di uno studente venne a parlare con me riferendomi che era preoccupata perché il figlio non andava volentieri a scuola, che non era tranquillo, in quanto veniva denigrato dall’insegnante di italiano. Quasi alla fine del quadrimestre convocai un consiglio di classe straordinario, aperto anche ai genitori rappresentanti di classe”.

 

Tutti testimoni ascoltati in quell’occasione hanno dichiarato di essere venuti a conoscenza di ciò che succedeva dai resoconti dei propri figli, compagni di classe della presunta vittima. “Il 22 dicembre mi recai a scuola per la recita di Natale di mio figlio più piccolo. La professoressa di lettere vedendomi da lontano mi chiamò dicendo di raggiungerla. Notai che era sconvolta – ha dichiarato la testimone-, e in quel momento arrivò anche mio figlio e di fronte a lui l’insegnante mi disse ‘i ragazzi vanno su internet e non si sa cosa vanno a vedere’.. Una volta a casa mio figlio mi mostrò uno screenshot della cronologia del registro elettronico gestito dalla professoressa in cui c’erano ricerche di ricette e shopping”. Il difensore della donna, l’avvocato Giovanni Labate, ha ritenuto invece che dalla perizia commissionata dall’accusa ed eseguita sui dispositivi in uso alla propria assistita sono emerse soltanto due ricerche extrascolastiche: una relativa a un caso di bullismo e l’altra su YouTube riguardante brani di David Bowie e che l’analisi informatica abbia sfatato tutti i dubbi riguardo l’eventualità che l’imputata abbia visitato siti pornografici o di acquisti online. Si torna in aula tra 9 mesi.