Cerca
Logo
Cerca
Edicola digitale
+
In evidenza

Viterbo, lavoro. Non si trova il cuoco, costretto a chiudere il ristorante Estremo di Pianoscarano

Daniela Venanzi
  • a
  • a
  • a

Costretto a chiudere per mancanza di personale. Succede a Viterbo, in un posto suggestivo, completamente rinnovato e con un giardino di grande impatto nel cuore di uno dei più affascinanti quartieri storici di Viterbo, a Pianoscarano. Si tratta del ristorante Estremo, gestito dall’imprenditore Vincenzo Spinosa che però è sull’orlo di una crisi di nervi. “Non ho parole - dice tra l’interdetto e il furioso - sto cercando cuochi e anche personale di cucina ma, soprattutto per la prima figura non c’è proprio spiraglio. Sono mesi che cerco uno chef e ad oggi neanche l’ombra”. 
Magari si tratta di compenso economico?
“Macché offro delle buste paga regolari, un inquadramento giusto eppure non riesco ad uscire da questa specie di incubo”.
Eh già, perché lei ha rilevato questo posto e fatto anche investimenti.
“Certo ho investito diverse migliaia di euro, puntato molto anche sull’immagine oltre che sul contenuto, la clientela ha mostrato grande apprezzamento e stavo lavorando molto bene. Le recensioni parlano chiaro. Ma ad oggi di un cuoco neanche l’ombra”. 

 

 

Che succede secondo lei?

“Non lo so sinceramente, qualcuno punta l’indice sul reddito di cittadinanza ma io credo che ci sia dell’altro”. 

Cosa in particolare?
 

“Questo è un lavoro di grande soddisfazione ma anche di enorme sacrificio. Durante il periodo del Covid, chi faceva questo mestiere ha assaporato il vantaggio di stare a casa nei giorni di festa, si è trovato alternative che permettevano una vita familiare meno sacrificata e ora non ne vogliono sapere. Mi trovo con richieste assurde e neppure offrendo l’alloggio incluso nel pacchetto riesco a trovare una soluzione. Sono addirittura arrivato a cercare chef all’estero, ma non è facile e ci vuole molto tempo. Risultato: sono stato costretto a chiudere i battenti, assurdo”. 
Sulla porta c’è scritto che vi siete trasferiti al mare. 
“Certo, io ho altre attività, gestisco la ristorazione per dei villaggi turistici e anche qui non sono completamente coperto con le figure professionali di cui avrei bisogno. Insomma un disastro”.

 

Per i camerieri la situazione è migliore? 
“Non al livello di un cuoco ma anche in questo caso trovare ragazzi disponibili a lavorare il sabato e la domenica è un’impresa titanica. Non credevo proprio di dover sospendere l’attività nel mio locale, in questo posto così bello, adesso poi che si poteva lavorare a pieno regime, eppure è successo. Addirittura qualcuno interpellato - conclude Spinosa - sembra che ti debba fare un favore e fa mille questioni per poi dire di no. Una via al momento senza uscita, una situazione che mi mette in una condizione assurda e non so davvero come uscirne. Il risultato è che resto chiuso”.