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Viterbo, sparano a una cavalla gravida e la uccidono. Orrore a Canino, sospetti su cacciatori di frodo

Veronica Ruggiero
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Sparano a una cavalla gravida in località Forcarello a Canino, la riducono in fin di vita e la lasciano a terra agonizzante. Sconvolti dal dolore i proprietari hanno denunciato il fatto alle autorità e sui social. La cavalla, che si trovava al pascolo, secondo quanto riportato sarebbe stata uccisa con un colpo di arma da fuoco, presumibilmente un fucile da caccia, durante la notte e sarebbe stata ritrovata il giorno dopo in fin di vita dai proprietari quando ormai non c’era più nulla da fare per salvarla. 

 


 

“Io mi domando quanto si possa essere insensibili - ha scritto in un post il fratello del proprietario rivolgendosi all’autore - sicuramente ti sei accorto di aver colpito un cavallo, ma invece di venire ad avvisarci hai preferito tacere. Forse avremmo potuto salvarla visto che l’abbiamo trovata il giorno dopo in fin di vita”. 
Giunone, questo il suo nome, portava in grembo un puledrino di 5 mesi ed era stata regalata alla nipote dell’uomo che ha denunciato il fatto. La località in cui gli eventi si sono consumati è notoriamente una zona di pascolo per i cavalli e ogni anno, proprio al Forcarello, viene organizzata una delle fiere più amate e frequentate: la tradizionale Mostra nazionale del cavallo maremmano.
Dolore e rabbia nelle parole di chi ha voluto raccontare a tutti uno dei momenti più brutti e difficili vissuti, ma anche esasperazione per l’irresponsabilità spesso dimostrata dai cacciatori di frodo che, come denunciato, si aggirano durante le ore notturne nella riserva naturale e nella zona per sparare.

 

 

“Tutti sanno che la mia proprietà è dentro la riserva. Qualcuno spesso e volentieri viene a fare visita per cacciare animali - continua il post pubblicato sui social - e spara anche vicino ad alcune abitazioni, sappiate che non avrò un occhio di riguardo per nessuno. Mi auguro che qualora qualcuno fosse informato sui fatti abbia il coraggio di riferirmi come sono andate le cose. Io non sono contro la caccia - prosegue - ma queste cose non le ammetto, perciò mettetevi una mano sulla coscienza”. Alla fine l’uomo ricorda il carattere docile, l’eleganza e la bellezza della giumenta, oltre al valore affettivo che l’animale rappresentava per la nipote. Saranno ora le forze dell’ordine, in seguito alla denuncia presentata dai proprietari, a dover fare luce su quanto avvenuto in località Forcarello e a cercare di identificare il colpevole della morte della cavalla.