Cerca
Logo
Cerca
Edicola digitale
+
In evidenza

Viterbo, siccità: aziende agricole in crisi. Per pompare acqua dai pozzi i costi dell'energia vanno alle stelle

D. V.
  • a
  • a
  • a

Fa male la mancanza di acqua, fa male alla natura, all’uomo e all’economia. Viterbo non vede la pioggia da troppo tempo e i primi a soffrire sono gli imprenditori agricoli, le aziende che con la coltivazione di frutta, ortaggi e vite mandano avanti la loro attività. 
E’ il caso di Podere Grecchi sulla strada Sanmartinese, la responsabile non ha mezzi termini: “Rispetto alla siccità tutto sta andando male. Stiamo andando avanti grazie all’irrigazione interna. Noi dobbiamo dare acqua ai nostri vigneti e alle nocciole e per fare questo ricorriamo all’irrigazione interna con un notevole dispendio economico, come potete immaginare, che è triplicato rispetto alla norma. Ci auguriamo tutti un aiuto da madre natura ma se continua così i danni per le nostre attività saranno davvero ingenti”. 

 

Anche Michele Fallerini della omonima azienda nella zona di San Lorenzo Nuovo mostra una certa preoccupazione: “Non si vedeva da tempo una situazione di questo tipo. Siamo messi abbastanza male, noi coltiviamo ortaggi e frutta. In teoria stiamo irrigando con i pozzi interni che per fortuna hanno ancora l’acqua necessaria, ma così facendo la perdita economica è conseguenziale. Con l’energia e il costo del gasolio salito alle stelle le aziende agricole in questo momento sono messe a dura prova, compresa la nostra”. 
La società Filippi Santa Maria di Castel d’Asso è un po’ meno preoccupata: “Avendo solo frutteti ce la caviamo ancora - racconta Vera Moretti, la proprietaria - con l’irrigazione interna, noi siamo specializzati nella coltivazione delle pesche e questa cosa un po’ ci salva rispetto a chi invece ha maggiori necessità. Al momento non abbiamo subito grandi danni ma se le cose dovessero continuare per questa strada, sarà difficile tenere il passo. Speriamo in qualche provvedimento risolutivo”. 

 

Nel frattempo la Coldiretti stessa, che parla di una riduzione dell’acqua piovana di circa il 90% e questo la dice lunga sulla gravità della situazione, propone un piano nazionale ad ampio raggio per gli invasi. Si vedrà, nel frattempo a dover sopportare mille difficoltà dovute alla carenza di acqua sono proprio le attività che producono e coltivano, aziende dove lavorano famiglie e dipendenti già alle prese con le mille difficoltà in cui versa l’agricoltura a prescindere. Insomma il grido di allarme per Viterbo è pesante.