Cerca
Logo
Cerca
Edicola digitale
+
In evidenza

Viterbo, siccità: allarme per le nocciole. A rischio il ciclo vegetativo

Nicola Piermartini 
  • a
  • a
  • a

Evenienza rara in agricoltura, almeno nelle nostre zone, che i ricavi siano proporzionati alle spese sostenute. Accennando soltanto agli aumenti spropositati di carburanti, fitofarmaci e concimi, anche i riflessi climatici avvalorano l’affermazione di apertura. 
La stagione 2022 si era annunciata sotto auspici favorevoli: scarsa, quasi irrilevante, l’incidenza delle gelate di inizio primavera; previsioni favorevoli rispetto alla produzione; rilevata la presenza del frutto nei noccioleti. Le considerazioni riguardano la nocciolicoltura, in quanto il nocciolo è diffuso nella stragrande maggioranza del territorio dei Cimini.

 

La mancanza di pioggia è lo spettro che funesta le attese degli addetti ai lavori. Emergenza, d’altronde, che interessa la nazione intera e non solo. Facendo ogni scongiuro conosciuto, perdurando la siccità attuale, le piante non saranno in grado di portare a maturazione regolare il frutto. Una quantità rilevante, quindi, sarà destinata a cadere o a non concludere il ciclo vegetativo. Dopo la stagione pessima 2021, gli agricoltori si sarebbero aspettati altri scenari. Ma tant’è. 

 

Prospettive migliori per i fondi dotati di impianti di irrigazione. Anche a questo riguardo, però, l’aumento delle tariffe elettriche e l’abbassamento delle falde acquifere costringono gli agricoltori a non erogare le quantità di acqua necessarie, pena il pagamento di costi esorbitanti. In chiusura, un flash relativo alla presenza straripante dei cinghiali: anche per la siccità, le pozze, che si formano alla base delle piante sono prese d’assalto e il terreno viene messo a soqquadro. Letteralmente.  Con tutti i disagi per ciò che questa situazione comporta quando si tratta di raccogliere i frutti che sopravvivono sulle piante.