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Viterbo, omicidio Dario Angeletti. I difensori di Claudio Cesaris puntano al rito abbreviato

V. T.
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Tarquinia Omicidio delle Saline, Claudio Cesaris comparirà il 6 luglio davanti al gup del tribunale di Civitavecchia al fianco dei propri legali, gli avvocati Michele Passione del Foro di Firenze e Alessandro De Federicis del Foro di Roma. I legali del dell’ex tecnico dell’Università di Pavia, sembrano intenzionati a voler chiedere per il loro assistito il rito abbreviato, richiesta, tuttavia, che potrà essere accolta se verrà esclusa l’aggravante della premeditazione. I familiari di Dario Angeletti, assistiti dall’avvocato Rodolfo Bentivoglio, insieme al Comune di Tarquinia, rappresentato dall’avvocato Paolo Pirani, sono pronti a chiedere si essere ammessi al dibattimento in qualità di parti civili.

 

L’avviso di conclusione delle indagini è stato notificato al 69enne lombardo lo scorso 26 maggio. L’uomo si trova nel carcere di Rebibbia per aver ucciso con due colpi di pistola il biologo 51enne nel parcheggio nelle vicinanze della riserva naturale delle Saline, il 7 dicembre 2021. Poche settimane fa il legale dell’omicida, l’avvocato Michele Passione del foro di Firenze, ha chiesto gli arresti domiciliari per il proprio assistito, istanza che è stata rigettata dal gip del Tribunale di Civitavecchia. Cesaris finì in manette all’alba dell’8 dicembre 2021, mentre si trovava nell’abitazione presa in affitto a San Martino al Cimino e dopo aver accusato un malore fu trasferito al reparto detentivo dell’ospedale di Belcolle, dove poi avrebbe confessato il delitto nel corso dell’interrogatorio tenutosi davanti al gip di Viterbo, Savina Poli.

 

L’assassino avrebbe dichiarato di aver agito in preda a un raptus e di non aver premeditato l’omicidio. Il cerchio delle indagini si è chiuso il mese scorso con il deposito da parte degli investigatori delle ultime consulenze e documentazioni relative alla dinamica e alla ricostruzione dell’omicidio.