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Viterbo, ballottaggio. Frontini attacca: “Va interrotta la commistione politica-sanità”

Mattia Ugolini
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Chiara Frontini, a due giorni dal voto, si pronuncia su due temi importanti come la sanità e la sicurezza. Per quanto riguarda il primo, la candidata di Viterbo2020 è piuttosto critica sullo status quo e spiega la sua visione: “Credo che sia doveroso, tra i primi atti, convocare l’assemblea dei sindaci per la sanità per chiedere conto delle interminabili liste di attesa e l’indice di migrazione sanitaria ai livelli di Crotone. Entrare nel merito dell’atto aziendale, su cui il sindaco esprime un parere, dando delle linee guida e degli obiettivi chiari da raggiungere non può che essere una priorità: con la pandemia è diventato chiaro a tutti che la tutela della salute va messa al primo posto dell’agenda politica. La commistione sanità-politica va interrotta una volta per tutta per bisogna concentrarci sul merito e sul raggiungimento degli obiettivi di performance”. 

 

Sulla sicurezza, invece, rilancia le sue tre proposte volte a contrastare degrado sociale e criminalità: “La risposta immediata consiste nel rafforzare il controllo del territorio, attraverso l’installazione di telecamere, il miglioramento dell’illuminazione stradale e un uso più efficiente del personale di polizia al fine di concretizzare la figura del vigile di quartiere. Attraverso azioni e protocolli di cooperazione e collaborazione con le forze dell’ordine, potremo rafforzare il controllo del territorio e ridurre la microcriminalità”. Nella testa di Frontini, il monitoraggio e l’ascolto dei cittadini sono centrali: “Realizzeremo un servizio dedicato alle segnalazioni di situazioni di degrado a criticità da parte dei cittadini, affinché l’amministrazione possa rispondere in modo tempestivo, sia direttamente che coinvolgendo le singole autorità competenti a seconda del caso”. E, quando si parla di sicurezza latente, si parla soprattutto di centro storico: “Specialmente nelle zone più̀ a rischio, serve un approccio coordinato che parte dal controllo del territorio e che coinvolge riqualificazione urbana e rigenerazione ambientale, sviluppo economico, rivitalizzazione culturale e incentivi per il ripopolamento da parte dei residenti”.

 

Ma anche l’integrazione viene considerata una soluzione: “Serve combattere i fattori di discriminazione, marginalità̀ e miseria che portano molte persone all’esclusione sociale. Le politiche di sicurezza integrata necessitano di competenze che intersecano i vari settori, quali urbanistica, lavori pubblici, ambiente e servizi sociali, con l’obiettivo di promuovere la coesione sociale. Agire su povertà, dipendenze, disoccupazione di lungo corso e altre forme di disagio consente di prevenire”.