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Viterbo, concerto a l'orto di Miretto a Civita Castellana. Protestano i residenti della zona: "Musica troppo alta"

Alfredo Parroccini
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Festa o non festa? Questa è il problema. Sabato scorso è stato organizzato un concerto musicale presso l’Orto di Miretto al quale hanno partecipato centinaia di giovani. L’evento ha riscosso un enorme successo, così come grande partecipazione di pubblico si era registrata nella precedente serata di venerdì dedicata al teatro con lo spettacolo “RidiCivita” a cura della compagnia Nunseponnoguardà. Ma le polemiche non sono mancate.

 

Alcuni residenti che abitano a via Roma e a via Madonna delle Piagge, a poca distanza dal luogo del concerto, si sono lamentati con l’amministrazione comunale civitonica “per la musica troppo alta e per i continui schiamazzi che si sono protratti fino alle quattro della mattina arrecando disturbo e disagio alle famiglie”. I cittadini stizziti hanno anche chiesto al sindaco Luca Giampieri e all’assessore competente “di verificare l’esistenza e il rispetto delle norme di sicurezza e di quiete pubblica previste dalla legge in occasione di questi eventi”. Alle proteste e lamentele fa da contralto però la soddisfazione degli organizzatori, il noto gruppo giovanile Ops, che commenta.

 

“Grazie all'amministrazione comunale, che fa da garante ad ogni nostro evento, rimarcando la fiducia nei nostri confronti. Grazie a ViviCivita e alle persone che si sono felicemente dedicate alla serata di venerdì sera, all'instancabile Gruppo Catarì e alle formidabili cuoche che hanno preparato le cene. Grazie a tutti gli sponsor, alla Passini, ai ragazzi del service e del servizio di sicurezza, a Riccardo Stinchelli per il servizio fotografico. Menzione particolare al leggendario dj_Passamonti, il quale sforzo va sempre oltre il dj set, e alla brillante Lady Glenda Katia Moscato, ormai innamorata di Civita”. L'associazione ci tiene a ringraziare anche tutti i partecipanti alle serate, di tutte le età e di tanti colori,” che hanno divertito la notte mantenendo un atteggiamento civile ed educato come avevamo sperato. Siamo l’esempio che una comunità volontaria può funzionare perché stimolata da obiettivi comuni. Un gruppo di ragazze e ragazzi che hanno messo in piedi una famiglia che proverà sempre a regalare a Civita nostra un momento per ricordarci che si può stare bene anche qua da noi”.