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Viterbo, esame di maturità. Il tema su Verga è il più gettonato

Massimiliano Conti
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Sarà che tra catastrofi varie - pandemia, guerra, crisi energetica, economica e climatica – la cosiddetta generazione Z si sente oggi anche un po’ beat (nel senso esistenzialista di sconfitta); sarà, più prosaicamente, che la traccia guidata dalle domande era meno insidiosa delle altre; fatto sta che tra i 2.536 studenti viterbesi che ieri mattina hanno affrontato la prova scritta d’italiano - la madre di tutti gli esami che poi non finiscono mai – il tema su Giovanni Verga e sul ciclo dei vinti è stato tra i più gettonati. 
Il 22 giugno 2022 è una data destinata a entrare nella storia, e forse tutti quei 2 c’entrano qualcosa. Di sicuro entrerà nella storia personale dei ragazzi, perché gli esami di maturità non si scordano, così come non si scordano la notte prima e le bombe delle sei che non fanno male (qualunque cosa Venditti abbia voluto dire), ma anche in quella del Paese, perché ha segnato il ritorno all’esame di Stato tradizionale – cioè con le due prove scritte, di italiano (ieri) e di indirizzo (stamattina) – dopo i due anni nella versione ridotta al solo colloquio orale causa Covid. 

 

Al liceo classico Buratti di Viterbo c’è chi a Verga ha preferito l’analisi del testo: una poesia di Pascoli tratta dalla raccolta Myricae. E’ il caso di Giulia Bardi, della 5A: “Un testo emblematico che offriva buoni spunti. Ho svolto un’attenta analisi del testo ricollegandola ad autori vicini alla poetica pascoliana. Le tracce in generale mi sono sembrate poco stimolanti e superficiali per il primo scritto dopo due anni”. 
Anche Bianca Piergentili, della 5B, avrebbe voluto tracce più coraggiose. Lei ha scelto quella argomentativa sul Covid: “Il testo riportato era bello, con spunti interessanti riguardo al diritto alla salute e alla pandemia, ma era complicato non cadere nell’ovvietà. Anche le altre tracce difficilmente proponevano spunti o temi in grado di stimolare gli studenti, ma trattavano in maniera molto scontata di ambiente, social media, razzismo. Una prova che, fatta così, forse non era nemmeno necessaria, e che sicuramente non era utile per stimolare e valorizzare le capacità degli studenti”. Di certo ha stimolato lo spirito critico degli studenti del Buratti. 
Raffaele Rosati, studente della 5C liceo scientifico Scienze applicate del Colasanti di Civita Castellana, è invece uno dei tanti folgorati sulla via siciliana al Verismo: “Ho collegato la lotta per la sopravvivenza in Verga con il pessimismo cosmico di Leopardi e con lo stato di natura di Hobbes”. Lui, al contrario del cantore dei vinti e del genio di Recanati, è abbastanza ottimista su quanto prodotto. 
Anche Giulia Nenci, sempre dalle 5C, ha optato per la novella Nedda: “Ho svolto il tema in modo abbastanza semplice attenendomi al testo per paura di andare fuori tema: prima ho spiegato cos’è il Verismo e poi ho fatto dei collegamenti con i Malavoglia e con il Ciclo dei vinti”. 

 

Stessa scelta per Matteo Corazza, della 5B del liceo linguistico Midossi di Nepi: “La traccia proponeva un brano della novella Nedda e noi dovevamo rispondere domanda per domanda o costruendo un discorso unico. Poi la traccia ci chiedeva di fare un paragone tra Nedda e uno dei protagonisti del Ciclo dei vinti. È stata una bella prova, impegnativa ma alla fine non troppo difficile”.