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Viterbo, ballottaggio. Chiara Frontini: “Acqua e rifiuti, si cambia registro”

Massimiliano Conti
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Se eletta sindaco si batterà con tutti gli strumenti a disposizione per bloccare ogni ulteriore trasferimento a Viterbo dei rifiuti di Roma e del Lazio. E cercherà di impedire a tutti i costi, forte del pacchetto di maggioranza relativa in mano al Comune di Viterbo, l’ingresso dei privati in Talete. 
All’indomani dell’endorsement a suo favore, Chiara Frontini raccoglie al volo l’assist di Luisa Ciambella. La candidata del Patto civico ribadisce infatti il suo impegno concreto sui due principali punti indicati dall’ex consigliera dem come conditio sine qua non per portarle in dote, per quanto possibile, quel significativo bacino di consensi (quasi il 9%) conquistato al primo turno.

 

Sulla prima questione - mentre lo spettro dei rifiuti di Malagrotta continua ad aleggiare su Casale Bussi - Frontini ha dato vita a un sit-in martedì scorso davanti alla discarica del Le Fornaci di Monterazzano. Che, come dichiarato al Corriere di Viterbo dall’amministratore delegato di Ecologia Viterbo, Pierpaolo Lombardi, a questi ritmi rischia l’esaurimento nel giro di due anni.
“Il tema dei rifiuti ha delle responsabilità chiare e noi ci batteremo fino all’ultimo per dire basta ai trasferimenti da Roma - ha scandito la leader del movimento Viterbo 2020 -. Siamo gli unici a poterci prendere questo impegno oggi, perché non dobbiamo rispondere al partito che oggi governa la Regione Lazio e il Comune di Roma. La Regione stessa ha autorizzato un ampliamento della discarica, a prova del fatto che si vuole continuare su questa linea. I viterbesi devono sapere che se questo flusso non si ferma, tra due anni saremo noi a dover andare a conferire fuori i nostri rifiuti, con un aumento delle tariffe a carico dei cittadini”.
Anche quello dell’acqua pubblica è uno dei cavalli di battaglia del movimento civico della Frontini, che aderisce al comitato Non ce la beviamo, insieme al quale l’aspirante sindaca e i candidati delle sue 6 liste hanno manifestato davanti alla Provincia il 10 giugno scorso, giorno in cui l’assemblea di Talete ha votato la modifica dello statuto, atto propedeutico alla cessione del 40% delle quote ai privati.
“L’acqua è un bene comune e un diritto umano universale: è pubblica e tale deve rimanere - rincara Frontini -. Abbiamo sempre difeso e portato avanti questo concetto, condividendo importanti battaglie con persone che oggi fanno parte della squadra, a cominciare dalle mozioni in Consiglio comunale. Oggi la legge regionale 5/2014, che dovrebbe guidare l’applicazione pratica di tali principi, rimane sostanzialmente inapplicata, a causa della mancata individuazione dei bacini idrografici, della mancata redazione dei regolamenti dei consorzi e della mancata individuazione dei fondi necessari a far tornare e mantenere pubbliche le società”. E ancora: “L’amministrazione comunale ha competenza sull’acqua pubblica e pertanto ha il dovere di difenderla da chi vorrebbe privatizzarla”.
Secondo la leader di Viterbo 2020, Palazzo dei Priori, in qualità di socio di maggioranza relativa di Talete spa, dovrà chiedere “il ritiro della richiesta di interesse emanata dalla società, così da impedire l’ingresso dei privati e dunque una gestione improntata alla ricerca di utili anziché all’erogazione di un servizio fondamentale. Tale richiesta dovrà essere condivisa con gli altri Comuni soci di Talete che hanno la nostra visione sull’acqua pubblica”.

 


 

“Assieme a ciò - specifica - la nuova amministrazione comunale aiuterà la Regione, per quanto di propria competenza, spronando la stessa all’adempimento delle azioni necessarie alla piena attuazione della legge regionale numero 5/2014. Nei confronti di Talete, del resto, la tanto sbandierata ‘filiera istituzionale’ è venuta meno – conclude Frontini - e i referenti politici regionali e nazionali impediscono alla candidata Troncarelli di prendere una posizione netta a difesa dell’acqua pubblica”.