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Viterbo, rapina alla guardia giurata. Catturato il settimo uomo, l'indagine della polizia

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Rapina alla guardia giurata a La Quercia, a distanza di quasi un anno dal colpo è stato catturato il settimo uomo. Gli agenti della squadra mobile di Viterbo, che non hanno mai smesso di indagare sulla violenta rapina che fu messa a segno il 12 luglio dello scorso anno, hanno eseguito una nuova ordinanza del gip che dispone la custodia cautelare in carcere per un trentenne del capoluogo, già conosciuto alle forze dell’ordine, che sarebbe uno degli uomini armati che aggredirono il vigilantes. E’ infatti indagato per le ipotesi di rapina pluriaggravata, ricettazione e porto abusivo in luogo pubblico di arma comune da sparo. Da quello che emerge dalla nota diramata ieri dalla Questura dovrebbe trattarsi dell’ultimo membro della batteria che si era organizzata un paio d’anni fa nel capoluogo per mettere a segno furti e rapine nella zona del Viterbese.

 

Come si ricorderà alla guardia giurata venne sottratta, con violenza, l’arma di servizio e poi i banditi si fecero consegnate una borsa contenente oltre 43mila euro, frutto dell’incasso poco prima prelevato da alcuni negozi. Il trentenne è rinchiuso dunque da qualche giorno a Mammagialla. Si chiude così il cerchio intorno al gruppo criminale che perpetrò la violenta rapina la scorsa estate, grazie all’intensa attività investigativa operata dai poliziotti della Squadra Mobile, coordinati dal dottor Alessandro Tundo, che ha consentito la cattura di tutti componenti della banda, tutti tra i 40 e i 50 anni e domiciliati nella zona del capoluogo. 

 

I rapinatori si tradirono qualche minuto dopo il colpo quando furono notati, nella zona di Ponte di Cetti, mentre sostituivano la targa di un veicolo. I poliziotti fecero irruzione poco dopo in un’abitazione poco lontano da dove due dei membri della batteria erano riusciti a fuggire da una finestra. All’interno gli agenti trovarono danaro contante, targhe e armi. Fu indagato e poi arrestato il proprietario, un elettricista cinquantenne, che poi venne arrestato. Poi l’inchiesta coordinata dal sostituto procuratore Stefano D’Arma ha portato agli arresti di marzo. Con la cattura del trentenne il cerchio dovrebbe essere chiuso.