Cerca
Logo
Cerca
Edicola digitale
+
In evidenza

Viterbo, rifiuti da Roma. Resta l'allerta ma fino al ballottaggio niente arrivi

M. C.
  • a
  • a
  • a

Resta alta l’allerta rifiuti a Viterbo dopo l’incendio - forse doloso - che nei giorni scorsi ha distrutto l’impianto Tmb di Malagrotta. Ci sono 900 tonnellate al giorno di rifiuti indifferenziati che girano come un noto ortaggio e - come sempre quando c’è di mezzo la monnezza - il capoluogo della Tuscia rischia di fare la fine dell’ortolano. L’assessore regionale Massimiliano Valeriani ha rassicurato che Viterbo non corre rischi, mentre la Ecologia Viterbo, la società che gestisce l’impianto Tmb di Casale Bussi e anche la discarica di Monterazzano, non ha ricevuto comunicazioni, né ufficiali né ufficiose.

 

 

Ergo: per il momento non ci sono altri trasferimenti all’orizzonte, oltre a quelli che già depositano a Casale Bussi 250 tonnellate al giorno di rifiuti extra bacino per il trattamento meccanico-biologico. Ma, come i viterbesi ben sanno, basta un fax della direzione regionale rifiuti per avvertire la sera per il giorno dopo che la spazzatura di Malagrotta prenderà la direzione di Casale Bussi. D’altra parte, che la Regione autorizzi prima del ballottaggio di domenica nuovi trasferimenti a Viterbo che raderebbero al suolo ogni residua chance di vittoria della sua assessora Alessandra Troncarelli mettendo le ali alla Frontini, è un’ipotesi lunare. Ma tant’è.

 

 

“Al momento i flussi sono invariati e, in assenza di comunicazioni, tutto fa pensare che la situazione resterà così anche nei prossimi giorni. Evidentemente la Regione Lazio ha trovato altre soluzioni in sostituzione dell’impianto di Malagrotta. So che stanno valutando anche la riapertura del Tmb di Guidonia, oggi chiuso”, riferisce l’ingegner Pierpaolo Lombardi, amministratore delegato di Ecologia Viterbo. Che però avverte: agli attuali flussi, Monterazzano è destinata ad esaurirsi nel giro di due anni. La discarica delle Fornaci attualmente smaltisce infatti, oltre ai rifiuti del bacino di Viterbo e Rieti (circa 600-700 tonnellate al giorno), altre 250 tonnellate di monnezza proveniente da Roma e dal resto del Lazio. Si tratta del “precipitato” delle diverse ordinanze firmate nel corso degli anni dal presidente Zingaretti per fronteggiare l’emergenza rifiuti di Roma, eterna come la città. In pratica quasi un terzo di quello che ingoia quotidianamente il grande invaso delle Fornaci è materiale extra bacino (non arriva né dai comuni viterbesi né da quelli reatini, che da illo tempore scaricano a Viterbo). “Se si vuole evitare l’esaurimento della discarica nel giro di un paio d’anni - conclude Lombardi - il trasferimento di queste 250 tonnellate extra quotidiane deve interrompersi entro fine 2022”. Chissà se Zingaretti batterà un colpo.