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Viterbo, spacciatore influencer su Telegram. Riforniva droga ai ragazzini, a processo

Valeria Terranova
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E’ ormai agli sgoccioli il processo a carico di un 24enne algerino, residente a Grotte di Castro, accusato di spaccio attraverso i social durante il lockdown. Secondo quanto emerso dalle indagini condotte dai carabinieri di Bolsena, dall’inizio dell’emergenza e fino alla primavera dell’anno seguente, il 24enne avrebbe ceduto hashish e marijuana a coetanei e a una minorenne. Ieri, 21 giugno, davanti al collegio presieduto dal giudice Eugenio Turco, il comandante della stazione dei carabinieri di Bolsena ha riepilogato le attività investigative che portarono all’arresto dell’imputato.

 

“Tutto iniziò il 19 marzo 2021, quando nel corso di controlli consueti incappammo in due ragazzi, i quali, quando si accorsero di noi, si allontanarono in fretta - ha spiegato il militare -. Insospettiti da tale condotta li perquisimmo. L’imputato aveva addosso 6 grammi di hashish e un bilancino di precisione, mentre l’altro ragazzo una dose della stessa sostanza. Le verifiche si estesero poi anche all’abitazione del ragazzo. Su un termosifone trovammo un pacco confezionato con del pluriball contenente circa 60 grammi di hashish e sull’imballaggio riscontrammo un indirizzo francese. Il giovane fu dunque arrestato e sottoposto all’obbligo di dimora. Ispezionando il suo telefonino scoprimmo una chat nella quale aveva contrattato un altro quantitativo di stupefacente. Dal 22 marzo approfondimmo la questione e due giorni dopo riuscimmo a intercettare il corriere che avrebbe recapitato la spedizione proprio a casa dell’imputato. Al suo arrivo, entrammo in azione e aprimmo davanti a lui la confezione all’interno della quale c’erano 100 grammi di hashish suddivisi in 10 singoli involucri”.

 

Secondo le ricostruzioni, l’imputato poteva essere contattato su Instagram e, in particolare, aveva creato un gruppo su Telegram nel quale venivano pubblicate foto delle varie tipologie di sostanze da poter richiedere e acquistare. A tale proposito, il 24enne, rispondendo alle domande delle parti ha spiegato di utilizzare la chat di Telegram per “passione”, in quanto interessato alle tecniche colturali, e di non aver venduto droga a minori. “Sono un consumatore abituale e in quel periodo per mancanza di entrate prendevo la sostanza per me e ci facevo qualcosina sopra - ha dichiarato l’imputato -. Non sapevo che quella ragazza fosse minorenne. Veniva per conto del fidanzato”. Si torna in aula il 5 luglio per la discussione.