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Viterbo, taglialegna morto sotto il trattore. Chiesti 3 e 4 anni per i datori di lavoro

Valeria Terranova
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Chiesti quattro anni per Dante Presciutti e tre anni per Mahmudov Zechir, gli imprenditori finiti a processo con le accuse di omicidio colposo e violazioni della normativa sulla sicurezza a seguito della morte di Botan Dumitru, il taglialegna 29enne che perse la vita tre anni fa sotto il peso del trattore che stava guidando mentre era intento a raccogliere il legname nei boschi di Soriano nel Cimino. Il giovane boscaiolo, di origini romene ma residente a Vetralla, era a bordo di un mezzo agricolo che improvvisamente precipitò da un dirupo ribaltandosi diverse volte lungo tutto il pendio. Ieri in aula, successivamente alle istanze di condanna avanzate dal pm, i difensori dei due imputati, gli avvocati Roberto e Francesco Massatani e Samuele De Santis, nel corso delle arringhe difensive hanno messo in luce quelle che sono, a loro parere, le criticità delle contestazioni mosse a carico dei loro assistiti, chiedendone l’assoluzione.

Il terribile sinistro avvenne il 19 giugno del 2019 in località Acquaspasa. Sul posto accorsero i vigili del fuoco, i quali cercarono di recuperare il ragazzo seguiti dagli operatori del 118, ma la zona era talmente impervia che non riuscirono a riportarlo in cima, pertanto ai sanitari non restò altro che constatarne il decesso. La moglie e i due figli piccoli della vittima, costituitisi parti civili all’avvio del procedimento, sono rappresentati dagli avvocati Luca Capuano e Giordano Rocchetti del foro di Roma. Le risultanze delle indagini, che furono coordinate dal pm Stefano D’Arma, portarono la pubblica accusa a sostenere che il veicolo non avrebbe dovuto trovarsi in quel punto, considerata la pendenza e l’impraticabilità del tracciato.

Durante una delle tante udienze furono sentiti due operai, di 40 e 45 anni, anche loro romeni e colleghi del 29enne, i quali quella mattina si stavano occupando della sistemazione della legna a circa 100 metri dal luogo della tragedia. I due testimoni raccontarono di aver sentito un rumore e nel raggiungere il collega ormai in fin di vita, soccorso nel frattempo da Zechir Mahmudov, videro il trattore ruzzolare 40 metri più avanti. Lo stesso Zechir riferì loro di aver visto il veicolo impennarsi e piombare sul corpo del povero Dumitru, il quale pochi secondi prima era stato scaraventato fuori dal mezzo. Versione che fu confermata anche da uno dei testi ascoltato in occasione di una delle sedute recenti. Il giudice Elisabetta Massini, al termine della discussione, ha disposto un rinvio al 30 giugno per le eventuali repliche, alle quali seguirà il verdetto.