Cerca
Logo
Cerca
Edicola digitale
+
In evidenza

Viterbo, opere abusive. Comune ordina la chiusura del Bagnaccio

Alessio De Parri
  • a
  • a
  • a

Il Consiglio di Stato ha respinto il ricorso presentato dai proprietari del Bagnaccio contro la demolizione di alcune opere considerate abusive dal Comune. Palazzo dei Priori, forte della sentenza emessa lo scorso 26 maggio, ha così revocato l’affidamento della subconcessione delle acque termali del parco naturale di strada Garinei, lungo la Cassia, a 10 km da Viterbo. Nei prossimi giorni gli agenti della polizia locale - mettendo in atto la sentenza del Consiglio di Stato e il provvedimento del Comune -, procederanno alla chiusura del Bagnaccio. Un duro colpo per il parco termale, preso d’assalto ogni giorno dai viterbesi e da turisti provenienti da ogni parte d’Italia. Una presenza massiccia per tutto l’anno, a maggior ragione in questo torrido inizio d’estate. E’ questa l’ennesima puntata, senza dubbio quella più clamorosa, dell’estenuante braccio di ferro tra i proprietari del Bagnaccio e l’amministrazione comunale, che però nel giro di dodici mesi ha incassato due punti a suo favore. Il primo è quello rappresentato dalla sentenza del Tar del Lazio (storia di un anno fa) e, soprattutto, l’ultimo, il più recente, quello del Consiglio di Stato.

In entrambi i casi, infatti, sono stati rigettati i ricorsi dei proprietari contro la realizzazione di alcune opere di restyling del Bagnaccio, bocciate dal Comune perché considerate abusive. In particolare, il Tar aveva scongiurato la demolizione di camminamenti, pavimentazioni, pareti e ponticelli in legno, rigettando invece il resto del ricorso. Sentenza, questa, impugnata dagli stessi proprietari del Bagnaccio, che avevano così deciso di rivolgersi al Consiglio di Stato. Che, come detto, il 26 maggio scorso ha dato nuovamente ragione al Comune, ritenendo invece legittima la demolizione di alcune opere, tra cui il parcheggio per auto e camper, il campo di bocce, la piscina con vasca idromassaggio, il portico chiuso e i pergolati in legno, che secondo quanto contestato da Palazzo dei Priori non avrebbero ottenuto l’autorizzazione paesaggistica per essere realizzate. Il Comune ha così richiesto ai proprietari del Bagnaccio di mettersi in regola quanto prima, ma non avendo ricevuto risposta ha deciso di revocare l’affidamento della subconcessione e di procedere alla chiusura del parco termale.

E adesso cosa succederà? Da quanto si è appreso il Comune sta studiando ogni procedura di legge per capire se sarà fattibile tenere aperto il Bagnaccio, mentre si procederà all’affidamento di un’altra subconcessione attraverso un nuovo bando, come richiesto dalla Regione Lazio. Una patata bollente che, con l’imminente fine del Commissariamento di Palazzo dei Priori, dovrà risolvere la nuova sindaca, tra Chiara Frontini e Alessandra Troncarelli, che uscirà vincitrice dal ballottaggio di domenica prossima.