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Ballotaggio Viterbo, endorsement di Ciambella a favore di Frontini: “Noi con chi lotta per l'acqua e contro i rifiuti"

Massimiliano conti
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Un endorsement a favore di Chiara Frontini pur senza nominarla. Corrisponde infatti alla leader del Patto civico il profilo del candidato che Luisa Ciambella si dice pronta a sostenere al ballottaggio. La candidata delle liste Per il Bene comune e Viterbo la Splendida annuncia al Corriere come intende orientare il voto del suo elettorato in vista del ritorno alle urne. Cioè a favore di quella candidata che prenderà impegni concreti su tutta una serie di punti da lei considerati irrinunciabili, tra i quali la difesa dell’acqua pubblica, l’abbattimento delle liste d’attesa nella sanità e l’abolizione, tramite referendum, del paragrafo 11.1 del piano regionale rifiuti, lo stesso che ha condannato Viterbo a diventare pattumiera del Lazio. Tre punti di fatto “non potabili” per la Troncarelli, che rappresenta quella Regione responsabile della politica sanitaria e che ha il suo principale sponsor in Enrico Panunzi, cioè nel primo sostenitore dell’ingresso dei privati in Talete e autore dell’emendamento alla base del paragrafo incriminato”.

Sull’appello di Sposetti a convergere sulla Troncarelli, in virtù della comune provenienza dal Pd, la candidata di Per il bene comune è netta: “Ringrazio il senatore, unico nel centrosinistra viterbese, o di ciò che ne resta, che ha mostrato attenzione per il nostro progetto civico. Ciò detto, l’arroganza e la presunzione sono cattive consigliere, soprattutto per chi non ama, o meglio teme, la politica con la schiena dritta e gli spiriti liberi che non si omologano ad una politica consociativa”.

Ciambella spiega infine quali saranno le indicazioni che darà al suo elettorato: “Siamo pronti a sostenere chi saprà prendere un impegno serio su questi punti qualificanti del nostro programma: perseguire ogni strada, anche legale, per mantenere l’acqua pubblica e per arrivare a una tariffa unica regionale; sostenere il referendum abrogativo dell’articolo 11.1 del piano rifiuti, che per scelta politica precisa ha condannato Viterbo a diventare la discarica del Lazio; redigere un piano regolatore delle energie rinnovabili per salvare, dove possibile, il nostro territorio senza infingimenti”.