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Viterbo, il ballottaggio si trasforma in mercato. Accordi trasversali e patti sotterranei

R. V.
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Come anticipato, ballottaggio senza apparentamenti. Scaduto ieri a mezzogiorno il termine per presentarli, è ufficiale. Ma non vuol dire che Chiara Frontini e Alessandra Troncarelli non stiano cercando ancora alleanze con forze politiche (o pezzi di esse) e candidati battuti al primo turno. Sono infatti in corso in queste ore febbrili movimenti, sotterranei e trasversali, per arrivare a domenica, da ambo le parti, senza lasciare nulla di intentato. 

 

Una premessa: per definizione, la classe politica viterbese, indipendentemente dal colore di ognuno, più che alla luce del sole (come sono, secondo il legislatore, gli apparentamenti formali), è abituata a muoversi nel buio delle tenebre. Una verità ancora più attuale quest’anno vista la forte conflittualità in tutti i partiti, che non consente prese di posizione univoche. Risultato: al momento, forse seppur senza dare precise indicazioni pubbliche di voto, gli unici blocchi con le idee più chiare sembrano Fratelli d’Italia e Per il bene comune di Luisa Ciambella. Coerentemente con le enunciazioni fatte in campagna elettorale, entrambi sono in marcia di avvicinamento verso la Frontini
Per il resto regna, sovrano, il caos. In Forza Italia e Fondazione è forte la tentazione dei vertici di appoggiare Alessandra Troncarelli. Ma siccome la gran parte della base non li seguirebbe, alla fine si lascerà “libertà di scelta” agli elettori: una formula vuota (gli elettori in Italia sono liberi per definizione non per concessione di Tizio o Caio), funzionale a salvare capra e cavoli, ovvero a non perdere la faccia con i propri simpatizzanti e allo stesso tempo non dire di no al consigliere regionale dem Enrico Panunzi, con cui soprattutto Forza Italia ha stretto patti di ferro eleggendo a presidente della Provincia il sindaco di Bassano in Teverina Alessandro Romoli
Situazione ugualmente confusa nella Lega, dove Umberto Fusco, nonostante il no di Claudio Durigon a qualsiasi intesa con il Pd, sta ancora cercando di capire da quale parte buttarsi. Pure lui, a differenza del candidato sindaco Claudio Ubertini e in barba alle direttive del Carroccio regionale e nazionale, non vede affatto male il duo Troncarelli-Panunzi, nella certezza, come ha spiegato ai suoi, che con quest’ultimo sarebbe più facile instaurare un dialogo “costruttivo”. Per dirimire i nodi è stata convocata una riunione oggi pomeriggio. 

 

Infine, Marco Cardona di Italexit, Giovanni Scuderi dell’omonima lista civica e Carlo D’Ubaldo della Sinistra. Tutti e tre, al di là delle smentite, in queste ore sono oggetto di grande corteggiamento ad opera della macchina elettorale della Regione. Probabile che i primi due cedano: sono infatti imprenditori prestati alla politica e quindi abituati a ragionare “opportunisticamente” andando oltre la propria base ideologica. Ovviamente, se verranno seguiti, o meno, dagli elettori del primo turno è tutto da verificare.
Di sicuro, per vincere o perdere possono bastare pochi voti. Da qui, per quanto riguarda la Troncarelli, l’appello del consigliere regionale Panunzi (vero deus ex machina dell’assessora regionale) tramite un messaggio inviato a tutti i candidati a consigliere nel primo turno, oltre che a quadri e iscritti del Pd: “Alessandra, per vincere, ha bisogno di tutti noi. E’ indispensabile parlare con chi conosciamo e frequentiamo ad iniziare da chi abbiamo contattato per il primo turno ed allargando la platea. Bisogna, in maniera chiara, rispettosa ma decisa chiedergli di votare e di fare opera di convincimento, a loro volta, verso le persone vicine”. Tutto ciò, riconosce Panunzi, “sembrerebbe banale”, ma la posta in gioco, spiega, è troppo alta. Dalla gestione dei fondi del Pnrr alle candidature per le prossime politiche e regionali (lui vuole il terzo mandato alla Pisana), il consigliere regionale non nasconde che si tratta della battaglia della sua vita. Ci “si gioca”, specifica non senza argomentazioni giudicate di dubbia opportunità da un autorevole esponente dem, “la partita del capoluogo”, laddove “nei prossimi anni la programmazione europea può rappresentare una svolta per Viterbo e l’intera provincia: noi non possiamo essere spettatori”. “Il futuro della nostra comunità politica”, aggiunge, “dipende da questo risultato e noi giochiamo, non solo e non tanto per i suoi appartenenti, ma per una squadra” all’interno di un progetto, alla luce delle prossime scadenze elettorali, “soprattutto per i nostri territori”. E ancora: “In buona sostanza, senza una squadra nessuno può giocare per una prospettiva”. “La salvaguardia di questa comunità, a prescindere da sorti e ambizioni personali, è propedeutica per il nostro futuro. Dobbiamo lottare insieme per vincere questa nuova, impegnativa partita che finisce il 26 giugno, perché di questo si tratta”. “Ho bisogno - conclude - di avere riscontri veri e sinceri a questa mia lettera, anche negativi o di indifferenza. La peggior cosa che si può fare è non dare risposte o peggio ancora dare assenso e rassicurazioni senza poi far seguire i fatti”. In altri termini, l’attuale gruppo dirigente del Pd, è il punto di vista di Panunzi, non può essere estromesso dalla gestione dei miliardi in arrivo nella Tuscia e allo stesso tempo non può permettersi di non essere più rappresentato tra otto mesi in Regione o al Parlamento.