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Viterbo, il cardinal Parolin ad Acquapendente: "Non dobbiamo mai perdere la speranza" | Video

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“In momenti come quello che stiamo vivendo, dopo la pandemia e con la guerra in atto, bisogna aggrapparsi ai segni di speranza, coltivarli e farli crescere dentro di noi”. E’ il messaggio lanciato dal cardinal Pietro Parolin, segretario di Stato del Santo Padre, che ieri ha chiuso il quinto convegno studi dedicato al Santo Sepolcro. Prima ha parlato al suo arrivo davanti alla Basilica, poi ha celebrato la messa. (CLICCA QUI PER VEDERE IL VIDEO)

 

Il cardinale è molto legato alla comunità di Acquapedente, infatti dal 2014 il Comune lo ha dichiarato cittadino onorario. “Quando torno qui mi sento quasi come un emigrante, perché sono cittadino di questa terra anche se vivo lontano, e quando torno sento tutto il vostro affetto”, ha detto aprendo il suo discorso di saluto. Poi, ha sottolineato l’importanza di Acquapendente e la sua vocazione all’accoglienza dei pellegrini: “Lungo la via Francigena Acquapendente custodisce un tesoro legato alla fede che fino a qualche tempo fa era conosciuto solo dagli appassionati d’arte”. Il riferimento è ovviamente al Santo Sepolcro che, secondo il cardinale, “deve diventare sempre di più un ponte per i pellegrini in cammino verso Roma. Il popolo aquesiano è noto per la sua capacità di accogliere e si deve preparare al meglio per il Giubileo 2025 quando potrà dimostrare questa virtù ai pellegrini di tutto il mondo”.
Dopo due anni e mezzo di pandemia e con la guerra in Ucraina che ha già ucciso migliaia di persone e costretto tante altre a fuggire, bisogna affidarsi alla speranza. Il cardinale lo ha ripetuto anche durante l’omelia della Santa Messa che ha celebrato ieri mattina nella Basilica del Santo Sepolcro: “Non facciamoci sfuggire la speranza, non facciamoci schiacciare dalle situazioni difficili. Non dobbiamo consentire che i tanti problemi colorino a tinte fosche la rappresentazione del nostro presente e del nostro futuro che invece è nelle mani di Dio”. Dunque l’appello finale a “recuperare forza e ottimismo”.

 

Prima della messa, il cardinale è stato salutato con parole calorose dal sindaco Alessandra Terrosi: “La nostra comunità è legata a lei da un sentimento di stima, e se mi permette, di affetto come testimonia la cittadinanza che è stata deliberata nel 2014. La sua presenza alla quinta edizione del convegno studi sul Santo Sepolcro testimonia sempre di più la volontà di legare la nostra città a Roma guardando al prossimo Giubileo”.