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Viterbo, Caprarola vota il no a Talete e Orte si prepara

Talete Gli uffici nella sede di via Romiti

Beatrice Masci
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“Verremo commissariati ed entreremo in Talete, ma sarà contro la nostra volontà. Il problema non è il gestore unico, ma proprio Talete, che giudichiamo incompetente e non in grado di coordinare il sistema idrico di tutto il territorio. Meglio, allora, sarebbe stato se la Regione avesse optato per un solo ambito affidato a una società grande, tipo Acea. Cosa cambierà? Il primo cambiamento sarà il raddoppio delle utenze a settembre”. Così il sindaco di Caprarola, Angelo Borgna, commenta il voto contrario, unanime, del consiglio comunale all’ingresso in Talete e la nomina del commissario regionale (che avverrà a breve) il quale provvederà a ratificare, al contrario, l’ingresso del Comune nel servizio idrico integrato. Argomenta ancora il sindaco: “Da maggio ad oggi abbiamo assistito a un’accelerate dell’iter incomprensibile. Prima, l’ingresso era obbligatorio entro il 2024, poi, invece, è arrivata la disposizione dell’Unione Europea, recepita dal Governo italiano, poi dalla Regione e ora dai Comuni.

Entro settembre, secondo le nuove disposizioni, tutti i Comuni dovranno essere nel servizio idrico integrato. Se fosse rimasta la data del 2024, potevamo spalmare gli aumenti su più anni, invece, ora, i cittadini di Caprarola si ritroveranno a pagare un salasso già a settembre. Pagheranno almeno il doppio. Ripeto, non siamo contro il gestore unico, ma contro Talete, a nostro avviso non in grado”. Il voto contrario è arrivato nel consiglio comunale di mercoledì. La maggioranza si è presentata con le idee molto chiare e con la consapevolezza unanime che avrebbe espresso un voto convintamente contrario all’ingresso in Talete, per mantenere così la gestione autonoma dell’acqua, a tutela degli interessi dei cittadini. Durante la seduta la maggioranza ha spiegato che la situazione è sicuramente complicata: inizia infatti ora la fase di commissariamento da parte della Regione Lazio. “Un percorso obbligato - spiega l’amministrazione comunale - dettato da una circolare del ministero per la Transizione Ecologica, che per una temuta perdita dei finanziamenti del Pnrr dall’Europa obbliga tutti i Comuni al rispetto della legge Galli”.

Se Caprarola ha detto no, Orte tentenna. Proseguono, infatti, le iniziative per dire no all’entrata in Talete. Nei giorni scorsi si è tenuta l’assemblea pubblica organizzata da uniAmo Orte, il gruppo consiliare di maggioranza per ribadire la contrarietà ed informare la popolazione della situazione, in seguito alla diffida da parte della Regione a completare le procedure per trasferire il servizio idrico alla spa pubblica dell’acqua entro il 30 settembre. Secondo Giuseppe Fraticelli di Orte Futura, “la responsabilità di ciò che accade è una responsabilità che deriva da una legge del 1994, quindi chi in questi anni ha strumentalizzato questo argomento, già sapeva quale sarebbe stato l’epilogo di questa vicenda”. Secondo Fraticelli “ci sono gruppi come Orizzonte comune che propinano soluzioni che loro stessi sanno essere improponibili”. Forse qualche certezza in più arriverà dal consiglio comunale di giovedì. “Al primo punto - spiega il sindaco Dino Primieri - c’è un’informativa su Talete anche se è chiaro a tutti che noi siamo contrari all’ingresso”. Non è ancora chiaro, tuttavia, se si andrà al voto.