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Elezioni Viterbo, i conti non tornano sulle preferenze

Massimiliano Conti
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Ha ripreso i lavori ieri mattina alle 9, la commissione elettorale chiamata a ricontrollare i verbali delle 66 sezioni dopo l’esito disastroso dello scrutinio di lunedì. Il membro della commissione risultato positivo al Covid è stato sostituito e la sala consiliare, dove da martedì si stanno svolgendo le verifiche, è stata sanificata. Entro la fine della settimana – salvo nuovi intoppi – si dovrebbero conoscere finalmente sia i risultati ufficiali dei voti di lista che le preferenze. Per queste ultime – che decreteranno chi entrerà in consiglio comunale e chi invece resterà fuori – ieri lo spoglio definitivo era arrivato a 61 sezioni su 66. Alla fine ci sarà voluta dunque una settimana intera per conoscere il risultato ufficiale di questa tornata amministrativa. Manco nello Zimbabwe, per citare un ex direttore generale della Rai.

I motivi di questa Caporetto della macchina elettorale ormai sono noti: la stanchezza, dovuta all’inutile spoglio referendario della notte precedente, ma soprattutto l’inesperienza dei presidenti, molti dei quali giovani che sono stati chiamati a sostituire all’ultimo minuto i rinunciatari. Solo nella giornata di sabato – quando ai seggi sono iniziate le operazioni preparatorie – si sono avuti 8 forfait, che si sono aggiunti alle rinunce dei giorni precedenti per un totale di 20. Su 66 seggi vuol dire il 30%. In pratica il doppio di Palermo, che pure è diventato un caso nazionale. Nel capoluogo siciliano i rinunciatari erano stati infatti 170 su un totale di 1.185 sezioni, pari al 14%. Anche stavolta Viterbo si è fatta riconoscere. Per quanto riguarda il mistero dei 5 verbali spariti, è destinato a restare tale. Potrebbero essere finiti per sbaglio in qualche busta e lì resteranno.

In realtà, spiegano da Palazzo dei Priori, non si tratta dei verbali ufficiali – quelli che la commissione elettorale sta ricontrollando uno per volta – ma delle schede con cui il personale di seggio comunica al Comune il risultato del voto al termine dello spoglio. La loro sparizione non mette quindi a rischio le operazioni di verifica. Che, per chiarire, non stanno avvenendo con il riconteggio delle schede elettorali – operazione che allungherebbe a dismisura i tempi – ma appunto i verbali. Potrebbe essere invece il Tar a ordinare il riconteggio delle schede se qualche consigliere presenterà ricorso. Il che non è da escludere: ci sarebbero candidati che si sarebbero visti attribuire zero preferenze contro le 12 registrate dai rappresentanti di lista. Insomma un pasticcio di proporzioni gigantesche, che ha inevitabilmente surriscaldato, in vista del ballottaggio, un clima già avvelenato. Tanto che, come riportato ieri dal Corriere, in Comune ora si teme una nuova ondata di rinunce tra il personale di seggio. Cercasi presidenti e scrutatori disperatamente.