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Viterbo, rifiuti da Malagrotta. Pressing su Monterazzano

Alessio De Parri
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L’incendio nella discarica di Malagrotta sta provocando l’ennesima emergenza rifiuti nel Lazio che ha già azionato un effetto domino nel quale rischia di finire coinvolta anche Monterazzano. Giovedì mattina, infatti, Regione Lazio e Comune di Roma - nel corso di una conference call alla quale hanno partecipato anche Ama e Acea - hanno chiesto a Ecologia Viterbo la disponibilità ad accogliere parte delle 900 tonnellate di rifiuti bloccate dopo il rogo nei capannoni che ha messo fuori uso uno dei due tmb dell’impianto di Malagrotta.

C’era da aspettarselo, visto che nella Tuscia viene già smaltita l’immondizia di mezza regione, e proprio per questo la capacità di trattare rifiuti nel tmb viterbese si è drasticamente ridotta. “La Regione e il Comune di Roma, attraverso il capo di gabinetto del sindaco Gualtieri - spiega l’ingegner Pierpaolo Lombardi, ad di Ecologia Viterbo - ci hanno chiesto se era possibile accogliere rifiuti provenienti da Malagrotta, ma ho spiegato per l’ennesima volta che il nostro tmb non è in grado di sostenere questa ulteriore emergenza. La coperta è corta, e quindi se la cosa dovesse avvenire in futuro sarebbe proprio Monterazzano ad avere maggiori ripercussioni”. Dopo aver bussato alla porta di Monterazzano, ieri mattina il sindaco di Roma Roberto Gualtieri, in qualità di commissario straordinario di Governo, ha disposto il trasferimento di rifiuti urbani indifferenziati presso gli stabilimenti Ama di Ponte Malnome e di Acilia.

Il provvedimento - di una durata massima di due mesi - autorizza a trasferire a ponte Malnome da 300 a 700 tonnellate al giorno, mentre 150 tonnellate al giorno prendono la strada verso lo stabilimento di Acilia, dove c’è anche il tritovagliatore dei rifiuti. In questo modo si procede a una sorta di parcheggiò temporaneo dei rifiuti raccolti (prima di inviarli negli impianti di trattamento) proprio con l’obiettivo di non farli accumulare in strada. Per quanto riguarda il trattamento, invece, è stato affidato al tbm della Rida Ambiente ad Aprilia. Nel giro di massimo 10 giorni l’impianto di trattamento biologico meccanico si farà carico delle 900 tonnellate di indifferenziato che lavorava il Tmb 2 di Malagrotta, andato distrutto nell’incendio, e da ieri ha accolto 750 tonnellate al giorno.