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Morto Gaetano Messina. Giornalismo in lutto, fondò il Corriere di Viterbo nel 1989

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E’ morto, dopo una breve malattia, Gaetano Messina, fondatore del Corriere di Viterbo. Aveva 77 anni. Giornalista professionista, figlio e fratello di giornalisti, iniziò la sua carriera al Giornale di Sicilia, nella redazione di Messina, per passare poi alla Gazzetta dello Sport. Nella seconda metà degli anni Ottanta si trasferì in Umbria, a Perugia, dove è stato redattore capo del Corriere dell’Umbria. Lo aveva chiamato l’editore dell’epoca per dare una struttura più solida al quotidiano. 
Nel 1989 ebbe l’incarico di dare vita al Corriere di Viterbo, progetto a cui si dedicò anima e corpo insieme ad un gruppo di colleghi, alcuni dei quali giunti direttamente dalla sua città, Messina, su sua segnalazione. Il Corriere di Viterbo, grazie a lui, uscì per la prima volta in edicola il 3 giugno di 33 anni or sono. Ne ha coordinato la redazione fino al febbraio dell’anno successivo. Furono, quelli, mesi di notevole lavoro da parte di tutti coloro, per la maggior parte giovani, che si trovarono impegnati in un giornalismo moderno e innovativo, consentendo alla nuova testata di ottenere ottimi risultati di diffusione. In seguito, prima di fare ritorno al Corriere dell’Umbria come caporedattore centrale, si occupò dell’apertura del Corriere di Rieti e del Corriere di Civitavecchia. Successivamente, ritornò in Sicilia, nella sua città, per dirigere il Corriere del Mezzogiorno. 
Con Gaetano Messina se ne va non solo un grande giornalista, ma una grande scuola di giornalismo. Ai suoi insegnamenti rigorosi devono infatti la loro professionalità tutti quelli, soprattutto i giovani di allora, che hanno avuto il privilegio di lavorarci. Non era un tipo facile e, della fortuna che hanno avuto nell’averlo incontrato, in tanti si sono resi conto quando non c’era più. Oggi, coi tempi che corrono nelle redazioni, molti “scrittori”, “analisti” e “commentatori” che popolano il giornalismo attuale non avrebbero resistito alla pressione che esercitava e probabilmente si sarebbero ritirati optando per un altro mestiere. Lui non avrebbe insistito per farli restare.  
Con Messina non c’era possibilità di discutere. Se un articolo non gli piaceva, lo riscrivevi e se continuava a non piacergli, lo riscrivevi ancora. Valeva per tutti: collaboratori, pubblicisti e professionisti. Senza se e senza ma, senza discutere, senza permetterti di obiettare alcunché. Stavi in redazione fino a mezzanotte. Dieci, dodici ore e guai a rivendicare improbabili diritti: era lui che ti faceva un favore insegnandoti il mestiere. Una caserma, per certi aspetti, la sua concezione della redazione, ma meno male che c’erano posti così. I Corrieri del gruppo del Corriere dell’Umbria perdono per questo motivo uno dei migliori giornalisti che abbiano avuto in questi quasi 40 anni di storia. 
I colleghi del Gruppo Corriere partecipano al lutto della famiglia alla quale esprimono sentite condoglianze.