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Viterbo, elezioni comunali. Scontro FI-FdI, Di Sorte. "Rotelli fa finta di non capire"

Mattia Ugolini
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Giovedì 16 giugno, dalle colonne del Corriere, Mauro Rotelli ha chiesto a Lega e Forza Italia di porgere le scuse a FdI e alla sua candidata, Laura Allegrini. Oggi, a rispondergli è il coordinatore provinciale azzurro, Andrea Di Sorte
“Le ultime interviste del deputato Rotelli - dichiara - mettono in luce un certo nervosismo, comprensibile visto il risultato ottenuto. Fratelli d’Italia, senza il contributo di coloro che fino a due giorni prima della presentazione delle liste militavano in Forza Italia, sarebbe stato intorno al 12%, dato peggiore rispetto a tre anni fa, e nettamente sotto la media nazionale”. “Per questo - prosegue Di Sorte - come Forza Italia, ci saremmo aspettati più umiltà nelle dichiarazioni dell’onorevole Rotelli. E anche un po’ di onestà nell’ammettere che il fallimento è stato di tutti, non solo di una parte. Trovo assurdo scaricare esclusivamente su altri colpe che andrebbero almeno condivise con sincerità e chiarezza”. 

 

E sulla richiesta di scuse, il commissario forzista tuona: “Un gesto di presunzione che lascia attoniti. Le scuse dovrebbe farle lui, che ha architettato la sfiducia a Giovanni Arena il giorno di Natale”. E sulla Provincia Di Sorte ribadisce la linea del suo partito: “La favoletta della Provincia è diventata un disco rotto, che non regge più. Si tratta di elezioni di secondo livello, dove hanno votato solo gli amministratori locali e dove abbiamo eletto un presidente di centrodestra. Tra l’altro, sappiamo tutti che ci sono state diverse esperienze di Fratelli d’Italia, anche nel Lazio, a sostegno addirittura di candidati del Pd. Si sbaglia anche sui numeri: da politico navigato quale è, sa bene che Romoli è andato di molto sopra le liste, votato anche da tanti dei suoi. Quindi, o non ha capito come funziona il meccanismo, oppure fa finta di non capirlo. Tra l’altro - incalza - ci sono esperienze sul territorio dove amministriamo insieme, come Civita Castellana o Vetralla, quindi non capisco il problema della Provincia quale sia”. 

 


 

“L’unica verità, scomoda - conclude Andrea Di Sorte - è che, sommando i voti dei partiti di centrodestra, non saremmo andati comunque al ballottaggio. Evidentemente tutti abbiamo fatto degli errori. Ma oggi fa strano che chi ha il maggior consenso della coalizione, invece di prendersi sulle spalle la coalizione, unire e cercare soluzioni, divide e avvelena il clima. Io ero rimasto a Crosetto e Giorgia Meloni che, venuti a Viterbo, auspicavano saggiamente unità dopo il 12 giugno. Evidentemente, devo immagina che si sbagliavano”.