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Viterbo, elezioni comunali. Ugo Sposetti lancia l'appello: “Troncarelli e Ciambella si mettano attorno a un tavolo”

E. C.
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Finora era rimasto nell’ombra, anche perché, vivendo a Roma, non nasconde di essere lontano dalle dinamiche politiche viterbesi. Ma di fronte a quello che non esita a definire un caso più unico che raro a livello nazionale e non solo - riferimento alla grande affermazione delle donne in questa tornata elettorale - non poteva far finta di nulla. Lui è Ugo Sposetti, padre nobile del Pd, che, alla vigilia del ballottaggio, lancia un accorato appello ad Alessandra Troncarelli e Luisa Ciambella affinché sotterrino l’ascia di guerra e, “per il bene del centrosinistra e di Viterbo”, trovino le condizioni per ricostruire l’unità della coalizione

 


 

“Il risultato del primo turno - dice il tesoriere dei Ds di ritorno da Napoli dove ha partecipato alla riunione di una delle fondazioni della galassia del suo ex partito - ha davvero fatto emergere uno scenario più unico che raro. Non solo due donne al ballottaggio, ma addirittura sono donne i quattro candidati a sindaco più votati. Insieme hanno preso oltre l’80 per cento. Era impensabile fino a tre mesi fa, tanto più in una città come Viterbo dove far eleggere una donna, sia a destra che a sinistra, è stato sempre problematico”. “Si è venuta a determinare - aggiunge - una congiuntura di fattori politici, dal fallimento della giunta di centrodestra alla sfiducia al sindaco, che non possiamo gettare alle ortiche. La politica prenda in mano questa situazione e la trasformi in una opportunità. La partita vera inizia in queste ore e io dico che, per quanto riguarda la mia parte politica, questa importante svolta storica della città non deve essere sprecata”. 
Cosa propone? 
“Dico alla candidata che avrei sostenuto e votato, Alessandra Troncarelli, e dico a Luisa Ciambella, con la quale ho condiviso 5 anni di Consiglio comunale, di parlarsi. Costruiscano insieme un percorso comune per arrivare, con un messaggio unitario, a sbarrare la strada alla destra. Sta solo a loro due, a queste due giovani, affrontare politicamente i problemi per il bene della città di Viterbo e del centrosinistra”.
Sì, ma, posto che la Ciambella non sta più nel Pd, è anche vero che entrambe sono punto di riferimento di aree diverse.
“E che significa... Le candidate sono loro. La Troncarelli... se vince, vince lei. Se perde, ha perso lei. La Ciambella fino a ieri ha militato nel Pd e quindi può fare molto. E’ una giovane preparata, l’ho visto lavorandoci insieme. Dunque, si mettano sedute, si parlino e trovino un accordo. Lascino perdere le catene di comando che possano condizionarle. Quelle sono catene di comando che lasciano il tempo che trovano”.

 


 

Le sembra davvero così facile?
“Sono convinto che attorno alla Troncarelli si può trovare un campo largo, come sostiene il segretario del Pd, Letta. Ma bisogna utilizzare le motivazioni politiche che sottendono a questi ragionamenti”.
Sì, ma la Ciambella, dopo il grande lavoro svolto alle regionali del 2018, è stata messa alla porta...
“Queste sono cose del passato. Adesso bisogna guardare al futuro. Quello che è successo, è successo: bisogna superarlo. L’ascia di guerra va sotterrata. I Sioux facevano così: si mettevano attorno al focolare e ragionavano. Lo ripeto: la partita vera inizia adesso e loro due, solo loro due, hanno nelle mani il futuro della città e forse del Pd. Hanno un ruolo: lo facciano valere. Il mio è l’appello di un anziano politico che vede in tutto ciò un’occasione per il centrosinistra”.