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Viterbo, elezioni comunali. Pochi soldi e molte pressioni: presidenti e scrutatori dicono addio ai seggi

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Anche ieri sera, giovedì 16 giugno, niente risultati definitivi. Motivo per cui i dati nelle tabelle pubblicate in questa pagina sono quelli ancora non ufficiali resi noti martedì. Nelle pagine successive pubblichiamo invece le preferenze ai candidati a consigliere, avvertendo tuttavia che si tratta di quelle relative a 61 sezioni su 66. Ci potrebbero quindi ancora essere delle variazioni. 
Una situazione surreale, quella che sta accadendo in questa tornata elettorale: colpa, si è detto, di alcuni presidenti di seggio inesperti o stanchi. Basti pensare che, per rinuncia di quelli designati inizialmente nei giorni precedenti al voto, ne sono stati sostituiti addirittura 20. 

 

 

Fatto sta che ieri non si trovavano cinque verbali. Sono stati persi? Oppure sono stati infilati in buste sbagliate? In serata è stata data poi notizia che uno degli addetti ai conteggi in Comune era risultato positivo al Covid. Risultato: tutti a casa, compresi i rappresentanti di lista, a cui è stato detto che saranno ricontattati il prima possibile, in attesa della disinfestazione. Ma non finisce qui: stante questa situazione, al ballottaggio di domenica 26 si rischia un’altra grande fuga di presidenti, segretari e scrutatori. Soprattutto dei primi. Un timore che, a microfoni spenti, confida al Corriere un membro della commissione elettorale. Alla luce delle polemiche e della figuraccia rimediata da Viterbo a livello nazionale molti tra quelli già impegnati nel primo turno potrebbero infatti marcare visita. Il gioco d’altra parte non vale la candela. Dove il gioco sono i 150 euro che spettano al presidente e i 120 riconosciuti agli scrutatori, mentre la candela è quella con cui si rischia di bruciarsi. 

 

E’ vero che le operazioni di spoglio delle schede al ballottaggio saranno molto più semplici e rapide, ma è anche vero che, data la posta in gioco, la tensione ai seggi si taglierà ancora una volta con il coltello. Trovare sostituti per i presidenti che daranno forfait stavolta potrebbe essere ancora più difficile di quanto non lo sia stato già lo scorso fine settimana. Va detto che si può rinunciare all’incarico solo in presenza di gravi e giustificati motivi. In caso di mancata comunicazione dell’impedimento, si va incontro a sanzioni che oscillano tra i 309 e i 516 euro. A Palermo l’amministrazione comunale ha addirittura inviato gli atti alla Procura della Repubblica “per ogni azione di competenza finalizzata all’accertamento di responsabilità di natura penale” da parte di presidenti e scrutatori che in massa e senza preavviso hanno disertato i seggi. E’ quello che è successo in piccolo anche a Viterbo, dove 8 presidenti non si sono presentati sabato scorso, aggiungendosi all’altra dozzina che aveva rinunciato all’incarico nei giorni precedenti. Ciò ha costretto il Comune a cercare all’ultimo momento i sostituti. L’inesperienza di questi ultimi è stata all’origine degli errori che hanno mandato in tilt la macchina elettorale.