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Viterbo, perseguita e maltratta familiari e vicini. Quarantenne alla sbarra

Valeria Terranova
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Maltrattava il figlioletto e fu segnalata dai vicini di casa. È finita sul banco degli imputati una donna, quarantenne residente in un centro dei Cimini, la quale tra il 2016 e il 2017 avrebbe vessato il figlio minore e tormentato alcuni inquilini del palazzo. “Conosco l’imputata da vent’anni. Tornò in paese dopo 16 anni e tra il 2016 e 2017 la situazione esplose– ha riferito un militare dell’Arma-. Inizialmente le segnalazioni che ci arrivavano in caserma erano anonime, poi venimmo a scoprire che in realtà erano altri proprietari e affittuari dello stesso stabile in cui abitava l’imputata, la quale occupava abusivamente il piano mansardato. Tuttavia, tutte le volte che arrivavamo sul posto la situazione sembrava tranquilla. Così suggerimmo a una vicina di registrare dal proprio appartamento quello che sentiva quotidianamente. In questo modo riassumemmo tutta la questione e mandammo le trascrizioni delle registrazioni alla Procura. In particolare, l’imputata inveiva strillando contro il figlio piccolo dicendo frasi come: ‘figlio infame’, ‘tanto ti ammazzo’.

 

In sottofondo si sentiva il bambino che gridava e chiedeva aiuto. Interrogammo anche la preside della scuola che frequentava, la quale ci mise al corrente dell’aggressività sviluppata dal piccolo alunno, il quale poi attraverso un procedimento trattato dal Tribunale dei Minorenni fu trasferito in una comunità e ancora prima fu in cura al dipartimento di salute mentale di Viterbo. I problemi però non erano solo questi: la donna era in contrasto con il figlio maggiore, il quale purtroppo morì in un incidente stradale, ma negli anni sporse diverse denunce contro la madre”. In seguito, ha deposto un cinquantenne che all’epoca abitava nell’appartamento preso in affitto dal figlio deceduto, al piano secondo piano dell’edificio.

 

 

“Odiava il figlio maggiore – ha affermato il testimone-. Una volta mi disse che lo avrebbe voluto vedere morto. Anche io la denunciai perché picchiava spesso il figlio minore e lo insultava. Nel farlo gli diceva: ‘disgraziato, mi stai rovinando l’esistenza’. Non faceva dormire nessuno. Tutto ciò avveniva tutti i santi giorni”. Successivamente è stato ascoltato lo psichiatra che nel 2018 fu incaricato di effettuare una perizia sul ragazzino nel corso delle indagini preliminari per valutare se fosse capace di rendere testimonianza. “Allora il bimbo aveva 9 anni e appurai che metteva in atto dei meccanismi di idealizzazione e potrebbe essere una reazione di negazione rispetto agli abusi”, ha dichiarato l’esperto. Si tornerà in aula il 7 luglio per l’esame dell’imputata.