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Viterbo, rifiuti da Roma. Brucia Malagrotta e la Tuscia torna a tremare

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Brucia Malagrotta, ma nelle fiamme dell'inferno in presa diretta rischia di finirci Viterbo. Le immagini dell'incendio del vecchio gassificatore, da mercoledì sulle pagine dei quotidiani e telegiornali nazionali, è impietosa. Si tratta di un disastro ambientale di grandi proporzioni e che solo da poche ore sta tornando sotto controllo. L’origine potrebbe essere colposa, ma a parte questo hanno sicuramente un peso di portata rilevante le 900 tonnellate di rifiuti che venivano trattate nel sito stesso e che ora sono in cerca di alloggio.

 

Questione che rimette in ballo il ricorso dell'invio anche nella città di Viterbo. Non sarebbe la prima volta che il capolouogo della Tuscia assorbe l'urto delle necessità romane e la questione a più riprese è diventata tema prioritario anche nella politica locale. L'ultimo grido di allarme era arrivato dalla Lega con il senatore Paolo Arrigoni che a maggio si augurava una più attenta gestione dei rifiuti rispetto a quella Zingaretti-Raggi. Visto il ballottaggio tra Chiara Frontini e Alessandra Troncarelli, sarà una questione che nei prossimi mesi il neo eletto sindaco, per la prima volta donna, dovrà affrontare sicuramente anche alla luce degli ultimo eventi a Malagrotta. D'altra parte 900 tonnellate non sono cosucce da nulla e i siti in grado di recepirle scarseggiano. Chiara Frontini in proposito non perde l'occasione per richiamare l'attenzione dell'avversaria: “L'atto d’amore per Viterbo - scrive in un comunicato - è smettere di portare a Viterbo i rifiuti romani, e su questo né Zingaretti né Troncarelli né tantomeno il consigliere regionale Panunzi hanno mai difeso il territorio. Quindi dov'è l'amore per la città?”. 

 

Ieri il deputato Claudio Durigon, coordinatore Lega Lazio, ha annunciato un'interrogazione al governo, chiedendo se abbia intenzione di commissariare la Regione Lazio sul ciclo dei rifiuti. “Non c'è traccia di aperture di impianti fermi o nuovi per l'autosufficienza nell'immediato - scrive Durigon - soltanto chiusure di siti con 12,6 milioni buttati a Colleferro proprio dalla giunta Zingaretti. All'orizzonte c'è il termovalorizzatore di ultima generazione voluto dal sindaco di Roma, Roberto Gualtieri, che i 5 Stelle e una parte del Pd vorrebbero affossare. Ci vorrà qualche anno. Nel frattempo?''.