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Viterbo, spaccio nel parco di Pratogiardino. Condanna per tre stranieri

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Condannati complessivamente a 17 mesi di reclusione tre giovani nordafricani, che nel giugno 2017 furono fermati e poi denunciati per spaccio dagli uomini della squadra mobile di Viterbo che li sorpresero all’interno di Prato Giardino. A riepilogare in aula l’operazione che vide impegnati degli agenti in borghese e in divisa, un agente.

 

“In quel periodo erano in atto delle attività volte a contrastare il fenomeno dello spaccio e del consumo di sostanza stupefacente in città – ha raccontato l’operante-. Quando i tre ragazzi ci videro iniziarono a scappare in direzioni differenti e allo stesso momento buttarono a terra quello che avevano. Uno di loro gettò lo zainetto che aveva in spalla, mentre gli altri due degli involucri. Il primo aveva dentro lo zaino 43 grammi di marijuana suddivisa già in 21 dosi, conservate separatamente dentro delle bustine di plastica. Gli altri due erano in possesso di 11 e 9 grammi della stessa sostanza. Inoltre, rinvenimmo delle banconote di piccolo taglio, ma non si trattò di una somma consistente. Subito dopo, alla perlustrazione parteciparono anche i cani antidroga, che furono affiancati da altre unità cinofile giunte appositamente da Roma. I segugi trovarono altri involucri sparsi in diverse aree del parco e alcuni di questi nascosti sotto del fogliame. Una volta accompagnati nei nostri uffici, ed espletate le formalità, la sostanza fu sottoposta al test qualitativo con il reagente, in dotazione al reparto della scientifica, e risultò positivo. Così procedemmo a denunciare i tre ragazzi all’Autorità Giudiziaria”.

 

In conclusione della requisitoria, il pm ha avanzato un’istanza di condanna a un anno per ciascun pusher. Le difese hanno invece contestato la mancata iniziativa della pubblica accusa, per non aver intrapreso una perizia tossicologica su quanto posto sotto sequestro e chiesto l’assoluzione per i propri assistiti, e in subordine le attenuanti generiche oltre al minimo della pena. Il verdetto finale, pronunciato dal giudice Elisabetta Massini, ha condannato il primo giovane a 8 mesi di reclusione, e a una multa di mille e 500 euro e al pagamento delle spese processuali. Agli altri due sono stati inferti, invece, 5 e 4 mesi di carcere. Nello specifico, per due dei condannati, il giudice ha revocato la sospensione condizionale della pena per via di altre condanne riportate per fatti analoghi due anni fa. Soltanto all’uomo al quale sono stati inflitti 4 mesi è stata concessa la sospensione della pena.