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Lazio, peste suina. Nuovo piano per l'abbattimento selettivo dei cinghiali

Risarcimenti per i danni da fauna selvatica

B. M.
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Per arginare la diffusione della peste suina, la giunta della Regione Lazio ha approvato il Piano per il contenimento dei cinghiali attraverso procedure di abbattimenti selettivi. “L’obiettivo è quello di raddoppiare complessivamente la consistenza numerica degli abbattimenti previsti nella stagione 2021-22 riducendo drasticamente la presenza dei cinghiali stimata in circa 75 mila esemplari in tutto il Lazio con aree a maggiore densità che sono riferibili alle aree di Roma, di Viterbo e Rieti”. Lo rende noto l’assessore alla Sanità della Regione Lazio, Alessio D’Amato.

 

“Il piano ha una validità triennale e ogni anno sarà predisposto un report di sintesi. Nel contempo devono partire anche le attività di cattura all’interno delle aree perimetrate per la peste suina - spiega l’assessore -. Il Piano sarà pubblicato sul Bollettino ufficiale della Regione Lazio. La riduzione del numero dei cinghiali è un tema di salute pubblica, di sicurezza nella catena alimentare, di decoro urbano e di sicurezza nella mobilità”. Il provvedimento approvato dalla Pisana è stato duramente contestato dall’Organizzazione internazionale protezione animali. “Si tratta di un provvedimento - spiega l’Organizzazione - esecrabile e miope che preferisce la caccia, il sangue, a ogni soluzione etica. Si fa fuoco su esseri viventi senza neppure ascoltare la scienza. All’indomani dell’ordinanza del commissario straordinario per l’emergenza peste suina, si è ragionato solo su come sguinzagliare i cacciatori fuori e dentro i parchi protetti invece, per esempio, d’introdurre una raccolta rifiuti porta a porta nel quadrante nord di Roma, dove ancora cumuli di spazzatura giacciono sotto i cassonetti”, commenta la delegata dell’Oipa di Roma, Rita Corboli.

 

“I cinghiali non entrano nell’abitato nelle zone dove funziona la raccolta a domicilio: si consideri l’esempio di alcune zone del Municipio Roma 10, accanto alla Tenuta presidenziale di Castelporziano o, fuori Roma, la cittadina di Bracciano, proprio all’interno di un parco protetto”. La delibera, ricorda l’Oipa, fa il paio con quella che approvava il Protocollo d’Intesa tra Regione Lazio, Roma Capitale e Città metropolitana di Roma per la gestione del cinghiale nel territorio di Roma Capitale.

 

Un provvedimento che prevedeva come gli interventi per il “contenimento” dei cinghiali potessero essere attuati di giorno e di notte durante tutto l’arco dell’anno e anche nella stagione riproduttiva, quando sono presenti cuccioli ancora non svezzati. L’Oipa ricorda anche come i cinghiali presenti nel territorio, più grandi e prolifici degli autoctoni, sono stati introdotti dai paesi dell’Est Europa a uso e consumo dei cacciatori, cui ora si ricorre per risolvere il problema.