Cerca
Logo
Cerca
Edicola digitale
+
In evidenza

Viterbo, aggredita dal marito fugge in strada in ciabatte. La testimonianza al processo

Un arresto per maltrattamenti in famiglia

  • a
  • a
  • a

Dopo aver aggredito la moglie sarebbe scappato a casa di amici. Nei guai un uomo straniero, residente in un piccolo centro della provincia, il quale il 25 maggio del 2021 avrebbe picchiato la consorte che fu costretta a fuggire in strada in ciabatte, dove attese l’arrivo dei carabinieri. A riepilogare la vicenda in aula il 14 giugno un maresciallo dell’Arma che insieme a un collega soccorse la presunta vittima difesa dall’avvocato Dominga Martines.

 

“Quando arrivammo la signora indossava solo una canottiera, dei pantaloni di tuta e delle pantofole e ci raccontò di essere stata aggredita dal marito, il quale l’avrebbe colpita alla testa, alla tibia e a una mano, ma non presentava segni evidenti di violenza – ha raccontato l’operante-. Contestualmente però le chiedemmo di darci conto di un livido che notammo su uno dei polpacci, ma lei ci rispose che era un segno di una lite pregressa. Naturalmente, ci preoccupammo per le sue condizioni e le consigliammo di sottoporsi ad accertamenti medici. In prima battuta la donna non accettò di farsi visitare, ma poi acconsentì. Una volta saliti in casa per un sopralluogo scoprimmo che c’era il figlioletto della coppia, di circa un anno, che dormiva nel lettino. All’arrivo dell’ambulanza, la donna e il piccolo furono accompagnati al pronto soccorso e i sanitari attivarono il codice rosa. Nel frattempo sopraggiunse l’imputato, il quale si era rifugiato da alcuni amici e lo identificammo dal documento d’identità valido che ci fornì. Ci accorgemmo che nello spiegarci quanto successo si toccava il sopracciglio destro. In particolare, l’uomo ci confidò di essere stato aggredito a sua volta dalla moglie anche in passato”.

 

In seguito, il pm Chiara Capezzuto, relativamente alle lesioni riscontrate sul corpo della donna, ha prodotto la cartella clinica nella quale furono riportati un trauma cranio-facciale e un tentativo di violenza sessuale che la vittima avrebbe subìto e dal quale riuscì a sottrarsi, unitamente al resoconto emerso dal colloquio che intercorse tra la donna e la psicologa della struttura ospedaliera che la ebbe in cura. Il procedimento a carico dell’uomo, assistito dall’avvocato Remigio Sicilia, proseguirà il 20 settembre con l’audizione della parte offesa, la quale attualmente vivrebbe al sicuro, in una casa protetta.