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Viterbo, botte al rivale per fargli ritirare la denuncia. Trentenne a processo per lesioni

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Fu costretto con le botte a ritirare una querela, ma si ribellò denunciando il proprio aguzzino. È la storia di un 47enne, d’origine messinese, ma residente nel capoluogo, il quale, a seguito dell’ennesimo episodio di violenza, subìto a maggio del 2016, decise di denunciare un 34enne viterbese, anch’egli di origini sicule, il quale nel novembre del 2018 finì a giudizio con l’accusa di lesioni personali e tentata estorsione.

 

La vicenda risale alla primavera di 6 anni fa, quando il quarantenne, costituitosi parte civile nel dibattimento che si sta celebrando davanti al giudice Elisabetta Massini, fu malmenato dall’imputato, assistito dall’avvocato Luigi Mancini. Secondo le ricostruzioni, in diverse circostanze, il 34enne avrebbe cercato ripetutamente di obbligare la vittima a ritirare una denuncia presentata in precedenza con l’intento di riavere indietro dei soldi che avrebbe prestato al 47enne, fino a quando, il 23 maggio 2016, l’imputato avrebbe preso a schiaffi il 47enne intimandogli di rimettere la querela sporta a suo carico qualche tempo prima.

 

Il 47enne, il quale fu sottoposto ad accertamenti medici, se la cavò con una prognosi di 3 giorni. Il procedimento, per via dell’assenza dell’ultimo testimone, per il quale è stato disposto l’accompagnamento coattivo, riprenderà il prossimo 30 giugno.