Cerca
Logo
Cerca
Edicola digitale
+
In evidenza

Viterbo, elezioni comunali. Frontini prepara il ballottaggio: "Adesso il cambiamento è a portata di mano”

  • a
  • a
  • a

Ieri, giovedì 14 giugno,  è stato il day after di Chiara Frontini: approdata per la seconda volta consecutiva al ballottaggio, stavolta vuole vincere. Per questo non si è fermata, a differenza di Alessandra Troncarelli, nemmeno il giorno dopo lo spoglio ed ha convocato una conferenza stampa da Schenardi. “Il ballottaggio ci vede protagonisti, siamo cresciuti come cittadini e come classe dirigiente, per numero e per qualità, e abbiamo dimostrato che per vincere non bisogna aver paura di perdere”. Questo il primo commento della leader di Viterbo2020, che poi ha proseguito: “Se quattro anni fa la vittoria sarebbe stata un miracolo, oggi non lo è affatto, perché abbiamo lavorato da giugno 2018 ad oggi casa per casa, strada per strada. La totale osmosi con la città non si è mai interrotta”.

 

E proprio dalla sconfitta contro Arena, i civici arancioneri dichiarano di aver imparato qualcosa di importante: “Capita di rado che si possano presentare due occasioni in un tempo cosi rapido. A noi è capitato e abbiamo intenzione di coglierla. Mi rivolgo ai cittadini che hanno perso la fiducia nella politica: vi comprendiamo, avete in parte ragione, ma noi non siamo quelli delle promesse da non mantenere e vi chiediamo cinque minuti del vostro tempo per votarci, perché avete il cambiamento a portata di mano. Se avrete ragione voi, avrete perso cinque minuti. Se avremo ragione noi, potrete dire che, con il vostro voto, avrete innescato il cambiamento della città. Un’altra Viterbo è possibile, dimostriamolo a chi pensa che non possa cambiare togliendo dal tavolo ciò che divide e mettendo quello che unisce”.

 

Ovviamente, la testa di Frontini e dei suoi sono già al ballottaggio. Difatti, la città si è svegliata con i manifesti che rimandano allo scontro del 26 giugno già affissi: “Siamo pronti da giorni”, motiva la capogruppo. Alla stampa, poi, fa la sua analisi: “Chi ci ha votato non lo ha fatto per protesta ma perché crede che esista un’idea di governo migliore, abbiamo una grande responsabilità sulle spalle. Ci appelleremo ai cittadini che non ci hanno scelto, in una corsa a due potranno ritenere che la nostra proposta sia la migliore”. Viene rinnovato e motivato anche il no agli apparentamenti: “Non per presunzione di autosufficienza ma per garantire governabilità, se Viterbo è così è perché non c’è mai stato lavoro di squadra. Poi per tutelare chi ci ha messo la faccia e dunque gli ipotetici venti eletti e, infine, perché dobbiamo dimostrare alla città, semmai ce ne fosse ancora bisogno, che un modello di governo diverso è possibile”. Tuttavia, uno spiraglio rimane aperto: “Questo non significa non dialogare con tutte le realtà che non hanno raggiunto il ballottaggio parlando con i rispettivi elettori. Non vogliamo chiuderci a riccio ma preservare la bontà del progetto costituito”.