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Viterbo, siccità. Confagricoltura: "Occorre realizzare bacini idrici"

Beatrice Masci
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Ogni anno, puntuale come la prima ondata di caldo africano, arriva l’allarme siccità. Siamo ormai oltre l’emergenza, che, in quanto tale, dovrebbe presentarsi improvvisa e spiazzante. Sull’argomento interviene Confagricoltura elencando una serie di problematiche ma anche di rimedi, questi ultimi conosciuti, ribaditi ma sempre rimasti su carta. Si parla ovviamente dei bacini idrici. “Diversi bacini realizzati nel territorio dell'Alto Lazio consentirebbero sia un aumento del volume di acqua utilizzabile in agricoltura, sia una riduzione dei consumi energetici, migliorerebbero la qualità dei prodotti e concilierebbero i tre diversi connotati della sostenibilità”, spiega il presidente Remo Parenti, che prosegue: “I segnali di forte cambiamento climatico con temperature medie in buona parte dell'Europa occidentale su valori prettamente estivi e totale assenza di piogge o quasi, sono ormai accertati. Nelle nostre zone l’eccessivo caldo sta impedendo la corretta maturazione dei cereali, già colpiti dalla siccità dei mesi scorsi, con probabili forti perdite nella produzione. Ma danni si registrano sui foraggi, nell’ortofrutta e conseguenze negative anche negli allevamenti. Soprattutto si accentua il già marcato deficit idrico degli ultimi mesi. Continuando questo trend climatico, temo che non ci sarà coltura agricola che non avrà bisogno di supporto irriguo, grani compresi”.

 

Ecco dunque la richiesta di bacini idrici, con lo scopo di non disperdere l’acqua piovana. “Le Istituzioni, viste soprattutto le indicazioni del mondo scientifico - afferma il presidente - dovrebbero prendere atto della situazione senza perdere più tempo. Di bacini idrici in provincia di Viterbo ne sento parlare da trent’anni e finora nulla si è fatto. Occorre iniziare a riflettere e quanto prima a proporre soluzioni che non siano gli assurdi divieti stabiliti da ordinanze che nulla risolvono e abbandonano a se stessa la nostra categoria.

 

La seconda richiesta è un appello. “L’ordinanza dello scorso anno emessa dal sindaco di Nepi è l’esemplificazione di quello che a mio parere non si deve fare e che dobbiamo per tempo evitare di dover fare”. Il riferimento è all’ordinanza, poi ritirata, in cu era vietato usare l’acqua per le coltivazioni di nocciole. A proposito delle amministrazioni comunali, l’associazione degli agricoltori si appella ai Comuni affinchè vengano a uniformate le norme per evitare che, magari, un produttore agricolo con terreni compresi in più territori comunali, si veda costretto a rispettare norme diverse nella medesima coltivazione. Parenti lancia infine un appello ai candidati sindaco: “Servono idee sulla gestione della fauna selvatica”.