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Viterbo, furti in casa. Perizia sulla firma della badante infedele

Valeria Terranova
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E’ accusata di aver derubato anziani e disabili che avrebbe dovuto accudire e poi aver rivenduto gli oggetti preziosi depredati a tre diversi compro oro. Disposta dal giudice una perizia grafologica volta a decifrare l’autenticità delle firme apposte sulle ricevute dei negozianti. È ripreso ieri, 13 giugno, con l’udienza di ammissione delle prove che si è celebrata davanti al giudice Elisabetta Massini il processo a carico di una badante viterbese di 44 anni, residente in una frazione del capoluogo, accusata di aver sottratto gioielli dalle abitazioni di alcuni datori di lavoro che poi avrebbe venduto ad attività commerciali specializzate nell’acquisto e vendita di monili di valore. Il difensore della 44enne, l’avvocato Remigio Sicilia, ha avanzato nuovamente un’istanza di rito abbreviato, condizionato sia a una perizia grafologica da effettuare sulle ricevute rilasciate dai negozianti, sia al deposito di una documentazione piuttosto copiosa, relativa alla vicenda che vede implicata la donna, la quale, secondo la difesa, sarebbe titolare di un unico conto corrente sul quale non sarebbe transitato, in particolare, alcun assegno.

 

A tale proposito, sin dall’inizio, il legale della donna ha sostenuto che i conti non tornerebbero in quanto, a suo parere, sussisterebbero delle incongruenze tra i gioielli che furono individuati e sottoposti a sequestro e le stime effettuate successivamente e che si tratterebbe di ornamenti diversi, il cui furto non sarebbe imputabile alla propria assistita.

 

La 44enne finì nei guai a fine novembre 2021, quando durante i sopralluoghi compiuti dagli investigatori furono recuperati e sequestrati alcuni oggetti preziosi, tra i quali un anello solitario, una veretta con diamanti e un terzo anello di manifattura ricercata e pregiata. Stando alle ricostruzioni degli inquirenti, la donna avrebbe agito mettendo in atto un modus operandi costante, facendosi assumere da persone anziane o con problemi di autonomia e mobilità e dopo essersi guadagnata la fiducia delle vittime avrebbe portato via gioielli, argenterie e preziosi dalle case dei malcapitati per poi interrompere all’improvviso i rapporti lavorativi, fornendo giustificazioni inverosimili. Si tornerà in aula il 7 novembre.