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Viterbo, furto di pacchi della Caritas in parrocchia. Cinquantenne assolto dalll'accusa di rapina

Valeria Terranova
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Avrebbe tentato di portar via dei sacchetti con generi alimentari destinati alla Caritas ma fu beccato dal parroco. Assolto un cinquantenne viterbese che a dicembre 2018 fu denunciato da un sacerdote, originario del Congo, parroco di una chiesa di Giove, in provincia di Terni, per tentata rapina dopo aver provato a fuggire con delle buste colme di prodotti alimentari che erano stati raccolti in vista delle imminenti festività natalizie per i bisognosi del piccolo comune umbro. A una settimana dal Natale di 4 anni fa, il cinquantenne, finito a giudizio davanti al giudice monocratico del Tribunale di Terni, si sarebbe introdotto nella parrocchia e pensando di poter farla franca si sarebbe appropriato di due borse della spesa, che proprio in quei giorni erano state riempite dai fedeli che avevano acquistato diversi beni da donare alle persone del luogo in difficoltà.

 

Secondo le ipotesi accusatorie, una volta intercettato dal sacerdote avrebbe cominciato a spintonarlo con l’intento di scappare e avrebbe alla fine abbandonato il bottino una volta essere stato braccato dal prete che poi lo querelò. Il difensore del cinquantenne, l’avvocato Luigi Mancini, nel corso dell’arringa ha riepilogato la vicenda, sostenendo che l’uomo lasciò il malloppo e si dileguò immediatamente e che non avesse affatto spintonato il prelato poiché non si sarebbe accorto della sua presenza. Il legale ha tenuto a precisare che il cinquantenne in quel momento, avendo soltanto intravisto un uomo di colore, in realtà non si rese conto che si trattasse del parroco della chiesa. Dunque, il presunto ladro in trasferta giovedì 9 giugno è stato prosciolto dalle contestazioni mosse a suo carico, ma tra poco più di due settimane dovrà comparire davanti al giudice Silvia Bartollini del Tribunale di Viterbo, per un altro processo che lo riguarderà, nel quale dovrà difendersi dalle accuse di stalking e minacce, in quanto, in concorso con la compagna, un anno fa avrebbe minacciato e perseguitato ripetutamente una vicina di casa disabile.

 

 

A luglio 2021, nei confronti della coppia di cinquantenni fu disposto il divieto di avvicinamento a meno di dieci metri di distanza dalla presunta vittima. Stando alle tesi degli inquirenti, i due avrebbero preteso che la donna si trasferisse altrove, lasciando loro l’alloggio popolare del quale è assegnataria, minacciandola anche di morte. Addebiti che i diretti interessati e il difensore hanno sempre respinto. La prima udienza del procedimento in questione è stata fissata al 28 giugno.