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Viterbo, droga nell'auto della ex fidanzata. Condanna confermata per lo chef di Capodimonte

Valeria Terranova
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Sentenza definitiva per lo chef che nel 2014 perseguitò una ex alunna con la quale ebbe una storia d’amore. La Cassazione, bocciando il ricorso in terzo grado di giudizio, ha confermato la condanna a 5 anni e 8 mesi inflitta in primo grado a gennaio di 3 anni fa dal tribunale di Viterbo nei confronti del 49enne, originario di Capodimonte, accusato di stalking, calunnia, detenzione illecita di sostanze stupefacenti e danneggiamento ai danni di una giovane donna, che insieme al padre si costituì parte civile nel procedimento.

 

I fatti risalgono al 2014, quando la giovane decise di interrompere definitivamente la relazione sentimentale con il proprio docente, che andava avanti dal 2009, periodo durante il quale la vittima frequentava l’istituto alberghiero a Bolsena. L’uomo non essendosi rassegnato alla fine del rapporto con l’allieva, si rese protagonista di diverse azioni persecutorie, minatorie e diffamatorie, nei riguardi della vittima e dei suoi familiari. La ragazza, a seguito di questi eventi, sporse denuncia e a carico del cuoco fu disposto da parte del gip di Viterbo il divieto di avvicinamento alla giovane e ai luoghi da lei frequentati. Nonostante questo provvedimento, il 49enne continuò a perseguitare la vittima, arrivando a escogitare un piano per incastrarla. Infatti, a metà settembre del 2015, l’uomo accusò la giovane di essere coinvolta in un traffico di cocaina tra l'Umbria e la Tuscia. Per riuscire nel suo intento, il cuoco nascose un quantitativo cospicuo di droga all'interno dell'auto della ragazza e la segnalò ai carabinieri.

 

I militari intercettarono la giovane mentre era a bordo della propria auto e perquisirono il veicolo da cima a fondo, trovando lo stupefacente precedentemente indicato dal 49enne. A quel punto alla ragazza fu contestata la detenzione della sostanza rinvenuta nell’autovettura, ma gli operanti iniziarono a nutrire alcuni dubbi e pertanto proseguirono le investigazioni, svolgendo ulteriori verifiche, che consentirono agli inquirenti di accertare l'estraneità della giovane alla vicenda, scoprendo, invece, che la sostanza in questione era stata occultata dall'uomo, il quale nel frattempo continuava a vessare l’ex fiamma e altre persone a lei care. In seguito, lo chef fu ristretto agli arresti domiciliari rafforzati dal braccialetto elettronico e il verdetto di primo grado che lo condannò a 5 anni e 8 mesi di reclusione fu ribadito anche dalla corte d’Appello a dicembre 2020. Adesso per il cuoco si apriranno le porte del carcere.