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Viterbo, elezioni comunali. Rifiuti, acqua e sanità: le posizioni dei candidati sui temi più scottanti

Massimiliano Conti
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Dalle asfaltature all’appalto dei rifiuti dal Talete alla sanità: sono i temi affrontati nella seconda parte dell’incontro-dibattito organizzato dal Corriere di Viterbo e da Telelazio Nord martedì scorso alle Terme Salus, che ha visto sei degli 8 candidati a sindaco (Troncarelli e Scuderi, seppure invitati, hanno disertato l’iniziativa) rispondere alle domande poste dal capo della redazione Evandro Ceccarelli. 

 


 

Strade e rifiuti
Frontini:
“Dobbiamo uscire dalla logica del massimo ribasso. Abbiamo approvato in commissione un regolamento per il ripristino stradale che non è mai stato discusso in Consiglio. Circa l’appalto dei rifiuti, dovrà essere la prossima amministrazione a prendersene la responsabilità, senza sottostare alle regole imposte da chi è venuto prima”.
D’Ubaldo: “Sugli appalti, così come sulla gestione dei fondi del Pnrr, bisogna esercitare la massima attenzione: la Dia ha citato Viterbo tra i comuni a maggior rischio di infiltrazione mafiosa”.
Ciambella: “Ci occuperemo degli asfalti ma anche dei controlli. A Viterbo manca il manico, nessuno che si prenda la responsabilità e si relazioni con gli uffici”
Cardona: “In questa città l’ordinaria amministrazione diventa straordinaria, e il fatto che stiamo qui a parlare di questi temi lo conferma. Gli appalti di verde e rifiuti sono scritti male”.
Allegrini: “Non confido che il nuovo appalto dei rifiuti risolverà i problemi, manca la sostenibilità economica. Serve un ispettore che vigili sull’applicazione del contratto. Per quanto riguarda le strade, abbiamo speso 12 milioni in asfaltature e se i risultati non si vedono è perché da 20 anni non se ne facevano o si facevano male. Esiste già un regolamento per le asfaltature, manca il personale che lo faccia rispettare. Contro i rifiuti di Roma e del Lazio a Monterazzano faremo barricate”.
Ubertini: “La città oggi è molto meno sporca, di passi avanti se ne sono fatti”.

 


 

Talete
Ubertini: “I privati sono l’unica salvezza, altrimenti l’azienda rischia il fallimento. Guardiamo in faccia la realtà: oggi il pubblico non dà gli stessi risultati del privato”
Frontini: “Approvare la cessione delle quote di Talete ai privati due giorni prima delle elezioni è l’ennesimo schiaffo al capoluogo. Su un argomento così delicato la responsabilità delle scelte spetta al prossimo sindaco, non al commissario”.
D’Ubaldo: “Il problema non è il pubblico ma gli amministratori che dovevano controllare e che invece hanno usato Talete come serbatoio clientelare. Su un bene primario come l’acqua non si gioca, i cittadini hanno votato per mantenere la gestione in mano pubblica”.
Ciambella: “Oggi sono tutti bravi a parlare, ma gli esposti in Procura e alla Corte dei conti su Talete li ho presentati io. Ho scritto all’amministratore unico, al prefetto e al presidente della Provincia per bloccare la cessione delle quote, ma le firme in calce le ho messe sempre da sola. Idem sui rifiuti: se Viterbo oggi è la capitale della monnezza lo dobbiamo a un emendamento del consigliere regionale di un partito che di democratico ormai ha solo il nome. Ho chiesto un referendum per eliminare quell’emendamento che condanna Monterazzano a diventare la discarica del Lazio. Sulle energie rinnovabili il Comune ha scelto di non programmare lasciando campo libero ai privati”.
Cardona: “Il problema di Talete nasce dal basso numero di utenze rispetto ai km serviti. Io da imprenditore un’azienda così non l’acquisterei mai”.
Allegrini: “Quella di Talete è cronaca di una morte annunciata: si sapeva dall’inizio che l’Ato di Viterbo era debole. Oggi è indecente che si vada alla privatizzazione, spero in un sussulto da parte di chi ha la responsabilità della scelta”.
Sanità
Allegrini:
“ Non si può dire che la sanità viterbese oggi funzioni: tutti i sindaci hanno approvato gli atti aziendali della Asl senza fare osservazioni. Se sarò eletta, mi impegno fin da ora a votare contro”.
Cardona: “Da figlio di medico dico che il futuro sindaco dovrà battere i pugni per modificare le storture della sanità viterbese”.
Ciambella: “Durante la prima fase della pandemia eravamo l’unica provincia del Lazio che non processava i tamponi. Sono stata la stalker del sindaco Arena perché facesse pressioni sulla Asl per l’attivazione del servizio. Sono felice di sapere che Laura Allegrini voterà contro il futuro atto aziendale, noi invece ci siederemo al tavolo per chiedere l’abbattimento delle liste d’attesa ed esami rapidi per i malati oncologici”. 
D’Ubaldo: “”Durante la pandemia tutti si sono sgolati per chiedere l’aumento dei fondi per la sanità, ora invece il governo aumenta la spesa militare e limita quella sanitaria. La Regione Lazio non è da meno: ha tagliato le prestazioni, allungato le liste d’attesa, precarizzato i lavoratori”.
Frontini: “E’ prioritario investire sul personale: non si può assumere solo nell’imminenza delle elezioni comunali. Il sindaco del capoluogo può incidere eccome sulla politica socio-sanitaria. Noi vogliamo creare dei centri di benessere di quartiere, per alleggerire la pressione su medici di famiglia e ospedale”.
Ubertini: “Ho avuto la sfortuna di aver fatto parte dal 2000 al 2008 del collegio dei revisori dei conti della Asl. Quello che succedeva allora succede anche adesso e succederà fin quando i direttori generali e i primari verranno nominati in base alla tessera di partito”.