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Viterbo, rifiuti. Si rischia una nuova ondata di immondizia da Roma

Alessio De Parri
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La discarica di Monterazzano rischia di dover accogliere nei prossimi giorni una nuova ondata di rifiuti. A Roma, infatti, è scoppiata l’emergenza coincisa con la chiusura per manutenzione del Tmb di Aprilia, in provincia di Latina, da mercoledì 8 a sabato 18 giugno. Uno stop che impedisce all’impianto pontino di continuare a ricevere nei prossimi giorni i rifiuti romani e che, di conseguenza, ha spinto l’Ama, società che gestisce il ciclo della raccolta nella Capitale, a individuare strade alternative per il conferimento di circa mille tonnellate di indifferenziato attualmente scoperte.

 

Dopo aver chiuso gli accordi per potenziare il conferimento negli impianti dell’Hera in Emilia Romagna e della Saf a Frosinone, l’Ama ha individuato anche l’opzione del termovalorizzatore Acea di San Vittore, nel Frusinate, e quella, appunto, della discarica viterbese di Monterazzano. “Sì, l’Ama ci ha chiesto l’autorizzazione per smaltire altri rifiuti da Roma durante il periodo dell’emergenza - conferma l’ingegner Pierpaolo Lombardi, amministratore delegato di Ecologia Viterbo - ma la nostra risposta è stata negativa. Monterazzano già smaltisce, oltre ai rifiuti di Viterbo e Rieti, 300 tonnellate al giorno provenienti dall’area metropolitana della Capitale e per tutto il 2022 ulteriori 50mila tonnellate di rifiuti di scarto, sempre da Roma, come disposto dalla Regione Lazio. E’ impossibile, quindi, accogliere altri volumi, come ci è stato invece chiesto. Il sito de Le Fornaci, andando avanti di questo passo, si esaurirà tra un paio d’anni, nonostante stiamo provando in tutti i modi a sviluppare ulteriormente il servizio di raccolta e smaltimento, come testimonia l’entrata in funzione nelle prossime settimane del nuovo impianto di compostaggio, che sorgerà in un’area vicina alla discarica, e che servirà anche la provincia di Rieti”.

 

 

Insomma, la discarica viterbese per ora tiene duro e respinge l’arrivo di altri rifiuti da Roma, anche se l’ultima parola in questi casi spetta sempre alla Regione, che sta monitorando con preoccupazione l’emergenza scoppiata a Roma. Anche il Comune di Viterbo si oppone con forza al possibile ulteriore conferimento di rifiuti dalla Capitale. “Scongiuriamo con forza l’apporto di ulteriori rifiuti oltre all’ordinario - conferma da Palazzo dei Priori il dirigente del settore Eugenio Monaco -. Una presa di posizione, la nostra, più che legittima, almeno fino alla conclusione dei giudizi pendenti dinanzi al Tar del Lazio e al Consiglio di Stato promossi dall’Ente contro l’ampliamento di 600 mila metri cubi della discarica, autorizzato dalla Regione, in base, secondo il nostro parere, ad uno studio incompleto dei valori del fondo naturale del sito”.