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Viterbo, stupro nel pub di Casapound: Insulti agli avvocati degli imputati: il gip prende tempo sull'archiviazione

Valeria Terranova
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Ieri mattina, 8 giugno, davanti al gip del Tribunale di Viterbo, Savina Poli, si è celebrata l’udienza di opposizione alla richiesta di archiviazione della denuncia querela per diffamazione aggravata presentata dalla Camera Penale di Viterbo contro alcuni “leoni da tastiera” che 3 anni fa attaccarono via social, su varie piattaforme, i difensori dei due ex militanti di Casapound che finirono in manette per aver stuprato una 37enne nel pub Old Manners, in piazza Sallupara, nell’aprile del 2019, gli avvocati Giovanni Labate, Marco Valerio Mazzatosta e Domenico Gorziglia.

 

 

Come si ricorderà, i due che furono giudicati con rito abbreviato, a maggio dello scorso anno vennero condannati in terzo grado, quindi in via definitiva, a 2 anni e 10 mesi e a 3 anni di reclusione. Pertanto alla luce dei fatti che interessarono i tre colleghi, l’avvocato Alabiso, sporse una denuncia querela al fine di tutelare l’immagine personale e professionale non solo dei legali sopra citati ma anche per difendere la dignità della professione penale e forense che ancora “continua a essere percepita come una sorta di complicità con gli assistiti”. A rappresentare e a sostenere le motivazioni della Camera Penale, l’avvocato Andrea Miroli, a sua volta presidente della Camera Penale di Civitavecchia. In aula, in conclusione del dibattimento, è intervenuto anche il presidente della Camera Penale di Viterbo, l’avvocato Roberto Alabiso, il quale ha letto un commento inoltrato da una utente del web, la quale augurava la stessa sorte della vittima alle mogli e alle figlie dei difensori. 

 


 

“Questa non è una difesa di categoria, nella maniera più assoluta – ha commentato a caldo Miroli-. Noi riteniamo che le affermazioni contenute nei post siano certamente diffamatorie e che non possano rientrare nell’ambito dell’esercizio del diritto di critica, in quanto sussunte in un’aggressione verbale inutilmente umiliante nei confronti dei difensori, i quali furono esposti al pubblico ludibrio. Tutti requisiti che la Cassazione prevede per considerare sussistente il reato diffamatorio. A nostro parere il giudice non potrà che accogliere l’opposizione alla richiesta di archiviazione. Bisogna capire, contrariamente a quello che emerge dalla vulgata, che l’avvocato è una cosa diversa dal proprio assistito. L’avvocato non è il fiancheggiatore dell’imputato. Nella narrazione spesso purtroppo si commette questo errore. L’avvocato è un cultore dei diritti dell’imputato che sono due cose diametralmente opposte”. 
Al termine dell’udienza il gip si è riservato e comunicherà la propria decisione nelle prossime settimane.