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Elezioni comunali Viterbo, Laura Allegrini (FdI): "Porto gli uffici in centro"

Massimiliano Conti
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Riorganizzare la macchina amministrativa e digitalizzare i servizi, rivitalizzare il centro storico riportando gli uffici dentro le mura, rivedere l’intero assetto viario cittadino, mettere fine alla servitù viterbese sul fronte dei rifiuti. Sono gli assi fondamentali nel piano di rinascita di Viterbo proposto da Laura Allegrini, ex assessora ai Lavori pubblici e candidata a sindaco di Fratelli d’Italia. 
E’ stata una campagna elettorale avvelenata quella che volge al termine. Allegrini, anche lei ha avuto questa sensazione? 
“Tutt’altro. Per me è stata una buona campagna elettorale, ho sentito un bel clima girando per la città”. 

La sua priorità, se sarà eletta sindaca? 
“Riorganizzare subito gli uffici ricostruendo un rapporto con i cittadini. Accelerare nella progettazione relativa ai fondi del Pnrr: a questo proposito penso ad apporti esterni. Per quanto riguarda la manutenzione stradale ricorreremo a un global service” 
Unindustria e Ance di recente hanno chiesto scelte coraggiose ai futuri amministratori. 
“Condivido in pieno l’idea di una commissione per lo sviluppo della città”. 
Abbiamo il più bel centro storico morente, per parafrasare Flaiano. 
“Parte tutto dal centro. Dobbiamo ripopolarlo e riportarci gli uffici, non solo quelli comunali. Ho proposto l’acquisto dell’immobile della Banca d’Italia ma vorrei che anche la Guardia di finanza tornasse a piazza della Rocca, sarebbe un presidio di sicurezza per il vicino quartiere di San Faustino”.

Il turismo cresce ma non decolla... 
“Dobbiamo puntare a un turismo di qualità e di lungo periodo, legandolo soprattutto al termalismo. Sistemare tutte le questioni urbanistiche che frenano gli investimenti da parte degli imprenditori”. 
Anche la Soprintendenza c’ha messo del suo, per frenare gli investimenti, con il famoso vincolo.

"Con la Soprintendenza si può ragionare”. 
Con la cultura a Viterbo si può mangiare? 
“Eccome. Si possono creare lavoro e sviluppo. Intanto la Rocca Albornoz e Villa Lante vanno subito inserite nel biglietto unico. Penso poi a festival come quello dell’antiquariato che possano diventare anche attrattori turistici. Quanto al Teatro dell’Unione, bisogna fare i conti con la crisi post pandemia. Sono favorevole a creare una fondazione per gestirlo e, in prospettiva, immagino pure una compagnia stabile”. 
Il problema di Viterbo è anche il traffico… 
“Va preso il toro per le corna: si deve ragionare su un progetto complessivo, che va dai parcheggi all’accesso per i disabili. Istituirò un mobility manager e un disability manager, recluterò ingegneri con competenze specifiche per mettere mano a un nuovo Put e anche a un nuovo Pums, un piano urbano della mobilità sostenibile”.