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Viterbo, cartelle esattoriale. L'allarme di Confconsumatori: "Vanno fermate, cittadini e aziende in difficoltà"

P. D. B.
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Dopo la tregua per il Covid tornano le cartelle esattoriali. Multe, vecchie sanzioni, arretrati dell’epoca pre-pandemia. Tutta roba che era stata “congelata” durante l’emergenza e la fase della ripartenza ma che non è stata dimenticata. Lo sanno bene, in particolar modo commercianti e piccoli imprenditori che, nonostante siano alle prese con il caro energia, l’aumento del costo delle materie prime e del carburante, nelle ultime settimane si sono visti recapitare dall’Agenzia delle Entrate le vecchie cartelle rimaste due anni e mezzo nei cassetti.

 

A segnalare il fenomeno è ancora una volta il presidente della Confconsumatori di Viterbo Antonio Nobili: “Negli ultimi mesi sono arrivate nei nostri uffici tantissime persone che si sono ritrovate da un momento all’altro a pagare anche migliaia di euro per delle sanzioni o delle multe che pensavano ormai archiviate. Non stiamo parlando di piccoli numeri: saranno 300, 350 persone alle quali anche noi abbiamo difficoltà a dare delle risposte”.
Per Nobili il ritorno alla normalità doveva essere più graduale anche tenendo conto di ciò che sta avvenendo con il carovita, invece “gli enti, specie i Comuni, non hanno avuto scrupoli a mettere a ruolo le vecchie multe congelate per il Covid inviando tutto all’Agenzia dell’Entrate che non guarda in faccia a nessuno. Un bel modo di venire incontro alle persone che ancora devono riprendersi dopo la crisi legata alla pandemia”.

 

Infatti dare assistenza a queste persone, spiega il numero uno di Confconsumatori, non è assolutamente facile. “Molti cittadini hanno non pensavano più a queste vecchie cartelle e dunque spesso non sanno dare le coordinate oppure non hanno conservato la documentazione. Dunque dobbiamo metterci in contatto con gli uffici dei comuni, delle polizie municipali o dei vari enti previdenziali chiedendo documenti per i quali si aspettano settimane se non mesi. Nel frattempo l’agenzia delle Entrate non vuole sentire ragioni”. Dunque l’invito agli enti, Comuni in particolar modo: “Questi cittadini o piccoli imprenditori non possono essere la vittima sacrificale per far pareggiare i conti. Ci vuole una maggiore gradualità e soprattutto non si può pensare che passato il Covid si possa tornare come prima”.