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Viterbo, elezioni comunali a Montalto di Castro. Virata di Caci: sostegno al candidato Pd Angelo Brizi

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Convinto “che soltanto la solidità dei partiti politici, se non mescolati in stravaganti alleanze, possa garantire equilibrio e capacità amministrativa”, Sergio Caci ha annunciato che, “insieme agli amici di Forza Italia e civici” sosterrà la candidatura del dem Angelo Brizi alle elezioni del 12 giugno. Da buon assistente di volo Caci ha superato quindi turbolenze e vuoti d’aria della politica locale con una virata mozzafiato: l’endorsement del sindaco uscente a favore di Brizi è arrivato ieri mattina, sabato 4 giugno, con un post su Facebook.

 

Subito è venuto giù il cielo di Montalto e Pescia e pure quello di Viterbo, a ennesima dimostrazione che nella politica viterbese vale più che mai la legge di Lavoisier: nulla si crea e nulla si distrugge ma tutto si trasforma. L'accusa mossa a Caci, anche da qualcuno del suo partito, è infatti quella di trasformismo. L'esponente di Forza Italia deve infatti una buona parte della sua fortuna politica alla linea di discontinuità da lui frapposta in questi anni con le amministrazioni precedenti targate appunto Brizi e Carai, ovvero i due pezzi da novanta della sinistra montaltese oggi da lui improvvisamente sostenuti. Per giustificare la sua mutazione da Grande inquisitore delle amministrazioni rosse a novello San Paolo folgorato sulla via dei "reperti etruschi", come qualcuno ha ribattezzato Brizi e Carai, e anche della Pisana (quindi dei fondi regionali ed europei), Caci l'ha presa alla larga. L'ha preso dallo "smarrimento, comune a molti, causato dalla presenza di troppi candidati e liste". Se inizialmente - ha confidato - questo smarrimento lo aveva frenato dallo scendere in campo in prima persona, "con il passare del tempo si è trasformato in determinazione e voglia di agire". Alcuni suoi compagni di viaggio, amministratori e collaboratori, "incontrati e scelti in questi 10 anni di attività, hanno ritenuto di contrapporsi tra loro e di candidarsi in ben tre diverse liste. Legittimo, ma pone dei dubbi sulle precedenti motivazioni che li avevano spinti a salire sul carro del vincitore: all’epoca il sottoscritto".

 

"Domani - ha aggiunto Caci - ci attendono sfide importanti: l’utilizzo dei fondi Pnrr, per i quali non ci si può permettere superficialità, i rapporti con la Regione, qualsiasi sia il colore politico, con il Governo e con l’Unione Europea per i fondi diretti. Non ultimo, il rapporto con Enel per i progetti in corso e la gestione dei contenziosi. Tutto ciò porterà vantaggi ai cittadini solamente se ben gestito". Per tutte queste ragioni Caci ha scelto Brizi, ricalcando di fatto le orme dell'ex sindaco forzista di Viterbo Giovanni Arena passato con la panunziana Troncarelli. I bene informati parlano, in caso di vittoria di Brizi, di un posto da assessore esterno per Caci e uno da presidente di qualche ente o istituzione locale per il fido Giovanni Corona. I maligni fanno notare che qualcosa che li accomuna Caci, Brizi e Carai in fondo ce l'hanno, ovvero alcune traversie giudiziarie. A questo proposito c'è infine chi ricorda come i guai giudiziari costati a Caci la sospensione dalla carica per effetto della legge Severino siano partiti da esposti presentati da Carai e dall'ex segretario del Pd locale Quinto Mazzoni. Ma in politica, si sa, il rancore dura lo spazio di una campagna elettorale, massimo due.