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Viterbo, elezioni comunali. Dipendenti della Asl candidati col Pd. Al vaglio audio su presunte pressioni

Re. Cro.
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Sulla massiccia presenza di candidati del mondo Asl nelle liste promosse dal Partito democratico per sostenere la candidatura a sindaco dell’assessore regionale Alessandra Troncarelli indaga l’autorità giudiziaria. Che ha acquisito i nomi già pubblicati dal Corriere di Viterbo nei giorni scorsi. Tra medici, infermieri, tecnici, parenti di dipendenti e dipendenti di ditte esterne, i candidati riconducibili direttamente al pianeta sanità sono 40. 
Si parla di un’attività investigativa ancora in fase iniziale volta ad accertare se veramente (come si sostiene da più parti in città) qualcuno abbia subito pressioni o per candidarsi o, anche, per ritirarsi dalle liste degli avversari. Tutto è partito da un esposto presentato alle autorità ad aprile, quando i vari candidati a sindaco erano appunto alle prese con l’individuazione delle persone da far scendere in campo come aspiranti consiglieri comunali.

 

Alla luce di ciò, oggi si comprende ancora meglio la decisione dell’ex prefetto Giovanni Bruno di convocare (salvo poi sconvocarla), prima di lasciare Viterbo per trasferirsi a Terni, una riunione del Comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica a cui furono invitati a partecipare i candidati a sindaco, la direzione della Asl e i rappresentanti sindacali. Su alcuni di quest’ultimi, in particolare, graverebbe il sospetto di essere stati (sempre ammesso che le presunte pressioni corrispondano al vero) l’anello di congiunzione tra i vertici politici e la base dei lavoratori della Asl. 
Quaranta candidati, si diceva. Un numero che di per sé è impossibile far passare inosservato, come allo stesso modo non sono passate inosservate le pesantissime critiche mosse da alcuni ambienti al prefetto quando si apprese della convocazione del Comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica con all’ordine del giorno le imminenti elezioni comunali. Giovanni Bruno finì infatti al centro di una vera e propria gogna mediatica senza precedenti per questa città. 

 

L’attuale attività avviata dalle forze dell’ordine, oltre che sull’esposto, si basa anche - ed è questa poi la vera novità degli ultimi giorni - su alcune registrazioni (recapitate pure alla direzione di questo giornale) in cui si ascolta la voce di presunti dipendenti Asl commentare la propria presenza in lista. Qualcuno sostiene di essere stato indotto a farlo controvoglia, di aver ceduto, cioè, perché pressato da più parti o comunque per evitare di inimicarsi i piani alti del Pd, che, in quanto azionista di maggioranza della Regione Lazio, ha evidentemente un peso non proprio irrilevante nelle politiche sanitarie locali. 
Si tratta di dichiarazioni vere? Esagerate o addirittura infondate? Spetterà a chi di dovere accertare a questo punto come stanno realmente le cose. Nel frattempo non resta che prendere atto, però, di un clima sempre più imbarbarito che sta facendo scalpore anche tra i cittadini.