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Viterbo, dramma di una donna in aula: "Picchiata giorno del parto"

Valeria Terranova
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Dopo anni di vessazioni da parte dell’ex marito e dopo una escalation di violenze subite tra la primavera del 2020 e l’inverno del 2021, ieri la vittima, una donna di 40 anni, madre di tre figli, ha raccontato in aula la drammatica vicenda personale iniziata nel 2007. Alla sbarra l’ex marito, accusato di violenza domestica aggravata. “Alternava periodi di serenità ad altri di aggressività. Negli anni - ha raccontato la donna - andai al pronto soccorso quatto volte. Mi picchiò mentre aspettavo nostro figlio e lo fece anche il giorno del parto. La violenza psicologica era continua. Mi diceva che facevo schifo come moglie e come madre. A volte mio figlio veniva a dormire a letto con me, nella speranza che lui andasse da un’altra parte. Dal 2017 ci separammo in casa. Tutto cominciò da un infortunio che ebbe sul lavoro. Era con il padre su una piattaforma, perché avevano un’impresa edile, e fu colpito da una scarica elettrica che gli causò ustioni e un dito offeso, per cui percepisce una pensione di invalidità”.

E fu da allora, ha raccontato la donna, che la gelosia divenne persecuzione: “Mi accusava di tradirlo e si lamentava di non sentirsi amato dai suoi genitori. Alla mancanza di un impiego si aggiunse anche la dipendenza da sostanze stupefacenti. Cambiammo diverse casa perché non pagava l’affitto e non contribuiva alle spese. Ad agosto del 2020 andammo a casa di un amico in Abruzzo e io ero disponibile a fare avanti e indietro da Roma, dove lavoro, in modo da passare del tempo con i bambini. Così facemmo, ma una sera, mentre eravamo in compagnia di una vicina, lui si arrabbiò e si chiuse in casa lasciandoci fuori. Lo supplicai di darmi almeno le chiavi della macchina dove passammo la notte. A marzo 2021 mi aggredì in strada e io scappai nella speranza di trovare qualcuno. Fui salvata dall’autista di un carroattrezzi che mi accompagnò in ospedale".

"Tirammo avanti fino al periodo natalizio, ma ci staccarono la corrente perché lui, che avrebbe dovuto occuparsi soltanto di pagare le bollette, non lo fece e trascorremmo le festività senza energia elettrica. Il giorno di Capodanno, quando riattaccarono la luce, fece un’altra scenata e mi ruppe il telefono. I bambini erano terrorizzati e io feci in tempo a portar via soltanto le due figlie e me ne andai e decisi definitivamente di troncare”. A quel punto per l’uomo arrivò un provvedimento di allontanamento, eppure, ha raccontato la sua ex: “Si presentò sotto casa. Chiamai la questura e un dirigente mi spronò a denunciarlo. Io sono una persona annientata per via di tutto questo”, ha concluso la donna.