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Viterbo, bollette non pagate per 130 mila euro a Palazzo dei Priori

Massimiliano Conti
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Bollette elettriche non saldate: Banca sistema spa fa causa al Comune. Ammonta a circa 130 mila euro la somma che l’istituto di credito milanese, specializzato in servizi relativi a debitori pubblici, chiede a Palazzo dei Priori per conto di Enel Energia. E’ del 12 maggio scorso una determina del dirigente del settore affari amministrativi, Romolo Rossetti, in cui si dà mandato all’avvocato viterbese Gesualdo Antonio Paletti di resistere in giudizio. La parcella riconosciuta al legale è di 9 mila 142 euro.

 

Ma come è possibile che il Comune abbia accumulato negli anni così tanti debiti nei confronti di Enel Energia, la quale poi, come quasi sempre avviene in questi casi, ha ceduto il credito all’istituto bancario? In realtà, stando a quanto il Corriere è riuscito a ricostruire dal pochissimo che trapela dagli uffici in questo periodo di commissariamento, il contenzioso non riguarderebbe i locali direttamente utilizzati dall’ente. Per gli uffici di Palazzo dei Priori o per quelli di via Igino Garbini la corrente, insomma, sarebbe sempre stata pagata regolarmente. Il problema pare nasca invece dai locali e dagli edifici ceduti a terzi in comodato d’uso o anche dietro un corrispettivo. Quali siano questi locali non è ovviamente riportato nella determina né, al momento, è dato sapere. A quanto riferisce qualche ex amministratore bene informato, il dirigente del settore ambiente, Eugenio Monaco - che ha anche la delega alla gestione dei contratti energetici - negli ultimi anni avrebbe avviato un’operazione “pulizia” passando al setaccio tutte le bollette addebitate al Comune per locali che vengono utilizzati a vario titolo da terzi e che spetta a questi ultimi saldare. Bollette di cui in passato l’amministrazione comunale, a quanto pare, si sarebbe fatto carico. In sostanza, il conto degli inquilini morosi - privati cittadini, società o associazioni più o meno benefiche -spesso avrebbe finito per pagarlo il solito Pantalone. Il condizionale è comunque d’obbligo, perché, come detto, negli uffici comunali le bocche su questa vicenda sono a dir poco cucite.

 

Anche lo stesso avvocato Paletti resta abbottonato: “Sulla natura dei locali e delle strutture comunali interessate, così come su quella delle contestazioni che ci sono pervenute da parte di Enel Energia, nulla posso dire per ovvie ragioni professionali. Posso però dire che la somma oggetto di contestazione ammonta a circa 130 mila euro e non è sull’eventuale morosità di chi può avere avuto in gestione queste strutture che verterà la mia difesa dell’ente nella causa legale”.