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Viterbo, elezioni comunali. Candidati a rapporto dai costruttori

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Nella sede di Unindustria secondo confronto tra i candidati a sindaco e gli ordini professionali. Presenti per l’Ance Andrea Belli, per gli ingegneri Ilaria Bocci, per gli architetti Giorgio Saraconi e per i geometri Gianluca Fociani. Tutti e quattro hanno esposto rimostranze per la burocrazia comunale, lamentando scarsa collaborazione degli uffici e mancata programmazione. Inoltre, si sono offerti di collaborare con la prossima amministrazione, mettendo a disposizione competenze per facilitare il lavoro degli uffici e dei dirigenti. Infine, architetti ed ingegneri hanno chiesto di separare in due settori l’urbanistica e l’edilizia: la proposta ha diviso i sette aspiranti sindaci presenti (mancava Giovanni Scuderi). 

 

 

“C’è difficoltà - ha detto Laura Allegrini - nel reperire professionisti, ce ne siamo resi conto in Comune. Va fatto un discorso immediato ed uno di medio lungo periodo con gli ordini professionali: lavorare subito alla riorganizzazione degli uffici, mettendo a concorso le professionalità mancanti, come ad esempio mobility e disability manager. E’ stato avvilente vedere l’ente non far fronte alle vostre esigenze. La digitalizzazione è fondamentale e vanno delegate alcune azioni agli agli ordini, cosi da poter firmare, nel 2023, la cambiale per riscuotere Pnrr. Mancano diversi milioni da accettare per diversi progetti, contiamo su di voi”. La meloniana si è detta anche disponibile a separare urbanistica ed edilizia, mentre ha definito impossibile un nuovo piano regolatore. 
E’ stato poi il turno di Marco Cardona, Italexit: “Mi stupisce che questi siano solo i primi confronti di questo tipo - ha detto - quasi fossimo staccati dal tessuto sociale e non facessimo parte della Viterbo che ci piacerebbe veder volare e progredire. Questi tavoli vanno fatti trimestralmente insieme a tutte le associazioni. Sono favorevole alla divisione dei settori per lavorare in maniera tranquilla, anche perché ci sono zone che si avviano al collasso se non si mette mano alla viabilità. Quante volte gli uffici hanno dato risposte celermente? Mai. Vorrei che gli imprenditori avessero più peso specifico, perché sono più preparati di noi”. 
Poi Luisa Ciambella, Per il bene comune: “Qualsiasi iniziativa risponda al confronto va bene, ogni categoria illustri il proprio programma ma il Comune, comunque, non crea lavoro, al massimo mette in condizione gli imprenditori di farlo. Non dobbiamo prostrarci al privato ma risolvere le problematiche ataviche, cosa mai fatta, ad oggi”. La civica ha poi spezzato una lancia in favore dei criticatissimi uffici comunali: “Prima di dare giudizi sul personale svogliato, io dico di motivare tutti, riorganizzando gli uffici. Il problema non è vincere ma rispondere ai bisogni dei viterbesi. Accompagniamo i dirigenti nel lavoro senza focalizzarci sulle sottigliezze, il Pnrr o cambiera la città in bene o segnerà la fine di essa. Il sistema di rendicontazione dice che, se non si spende almeno la metà, si restituisce tutto. Ci sono 14 mesi per le progettazioni esecutive, certe compagini saranno all’altezza?”. 
Per Chiara Frontini sono tre i capisaldi: “Sistematicità, ascolto, concretezza. Noi abbiamo distribuito dei questionari a luglio 2021 per raccogliere i bisogni dei viterbesi, riallineandoci con la città nel post-lockdown. Alcuni aspetti sono emersi, come ad esempio la necessità di spazi per il benessere, fattore importante per lo sviluppo. Assessorati e settori divisi? Non una cattiva idea, a patto che le responsabilità siano verificabili”. 

 

La palla è poi passata ad Alessandra Troncarelli: “Vogliamo accettare la vostra offerta al fine di pianificare insieme il futuro e snellire la burocrazia. Questo però presuppone che chi guida la città sappia come funziona la macchina amministrativa e cosa accade negli uffici. La rotta comune va concertata, io sono assessore nella regione che ha più concertato in assoluto, con tavoli propositivi. Se la rigenerazione urbana è inapplicata, c’è qualche problema. Serve dunque confrontarsi con gli ordini professionali e con chi puó e deve dare un contributo. Le porte degli enti devono essere sempre aperte per gli imprenditori e, invece, ci sono pratiche ferme da anni ed alcuni sono appesi a un filo. L’amministrazione deve rispondere, anche se è un no. Viterbo non risorge senza capacità di amministrare e non c’è tempo di imparare, chi salirà dovrà lavorare pancia a terra, ascoltando quelli che sono progetti avviati e da avviare”. 
A ruota, Claudio Ubertini: “Dobbiamo tutti cambiare passo, noi per primi, ma anche gli ordini devono avere un approccio diverso col Comune. La politica non deve stare dall’altra parte dello steccato, pronta con denunce ed indagini, perché non si fanno lavorare gli uffici così. Serve più confronto in Consiglio. Il Pnrr è una risorsa da sfruttare ma bisogna metterci in testa che dobbiamo organizzarci. Noi abbiamo istituito l’ufficio speciale, che lavora intensamente sui bandi finanziati. È facile dire di dividere le competenze, poi però ci vogliono persone perché dividere i pochi non risolve, reperire risorse umane e stipulare forme di collaborazione all’esterno sì. Vogliamo una città partecipata ed un centro storico dove far tornare gli uffici ed incentivare gli universitari e gli esercenti”.
Infine, Carlo D’Ubaldo: “Ho sentito cose sconcertanti da chi si candida. Se avete sottolineato le grandi lacune, strutturali o della società, ci dovremmo chiedere se il modello di sviluppo e regolazione, negli ultimi 20/30 anni, sia stato sbagliato. Pensiamo ad un nuovo modello, sentire nuovamente parlare di inutilità del nuovo piano regolatore o di uno comunale generale, mi preoccupa. Il nuovo piano serve, altrimenti sarà impossibile coniugare lo sviluppo del centro storico e S. Barbara. Il centro deve essere abitato, vissuto, dopodiché le iniziative possono venire da sole. Teniamo conto, nella progettazione urbana, delle emergenze, facendo lavorare tecnici e cittadini insieme per riprogettare Viterbo. Non ascoltiamo solo determinate lobby, che chiedono di demolire e ricostruire per un 20% di metri cubi in più”.