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Viterbo, rapina Poste di Canino. I condannati concordano la pena in appello: si decide in autunno

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Ieri, 30 maggio,  i difensori dei 6 autori della rapina all’ufficio postale di Canino messa a segno il 28 novembre del 2020 hanno avanzato un’istanza di concordato in Appello per ciascuno dei loro assistiti, partendo dall’assorbimento nel reato di rapina del reato di tentata estorsione. Il procuratore ha poi rilanciato con una controproposta a 3 anni e 4 mesi per ogni imputato, mozione che è stata accettata da tutte le difese. “Ci riteniamo soddisfatti per una serie di ragioni: perché sin dall’inizio siamo stati gli unici a ipotizzare in primo grado un assorbimento dell’estorsione nel reato di rapina – ha dichiarato l’avvocato Samuele De Santis, che rappresenta Christian Lanari-. Dal dibattito che abbiamo avuto in aula, ci è sembrato che il procuratore generale e la Corte d’Appello abbiano sposato questa linea. E poi perchè con gli altri colleghi abbiamo sempre sostenuto che il vero ideatore della rapina fu l’ex direttore della filiale, il quale, a nostro parere, va punito allo stesso modo, in quanto avrebbe trattenuto per sé parte del provento”.

 

Da principio gli investigatori ipotizzarono la presenza di una talpa all’interno dell’ufficio postale e secondo le ricostruzioni. La mente del colpo infatti sarebbe stato l’allora direttore e le braccia operative Domenico Palermo, Daniele Casertano e Christian Lanari. Mentre a sporcarsi le mani sarebbero stati invece Roberto Gallo e Bruno Laezza, i quali appostandosi all’esterno con una Lancia Ypsilon rossa, attesero che Riccardo Carloni Modesti entrasse in azione. Modesti infatti intorno all’ora di pranzo travestito da corriere espresso e impugnando una scacciacani fece il suo ingresso nella sede di via Garibaldi e con la complicità dell’ex dirigente riuscì a prendere la refurtiva per poi darsi alla fuga insieme ai due complici che lo attendevano all’uscita a bordo dell’utilitaria sgargiante, che non passò inosservata e fu individuata in poche ore dagli investigatori che passarono al setaccio i video delle telecamere del circuito di videosorveglianza installate nella zona.

 

I primi membri della banda a finire in manette l’8 dicembre 2020 furono Ciocia, Lanari, Palermo e Casertano, e gli ultimi Gallo, Laezza e Carloni Modesti, arrestati il 25 gennaio 2021. A novembre 2021 i 6 banditi che scelsero di essere giudicati con rito abbreviato sono stati condannati complessivamente a oltre 29 anni di reclusione. Dunque, per Ciocia, Gallo, Carloni Modesti, Lanari, Palermo e Casertano il processo in Appello proseguirà con la seduta fissata al 6 luglio al termine della quale è attesa la decisione della corte in merito al concordato.