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Viterbo, elezioni comunali. Ciambella: “Sanità, tante promesse e zero fatti”

Mattia Ugolini
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“La condizione della sanità viterbese è drammatica”.  Una stoccata pesante quella lanciata da Luisa Ciambella, candidata sindaco di Per il bene comune, davanti alla stampa, a cui ha mostrato alcuni articoli di giornale nei quali i cittadini denunciano lo stato in cui versa Belcolle: “Il nostro progetto - ha detto, accompagnata dal dottor Andrea Casella, candidato consigliere - vuole portare la visione di una medicina territoriale, offrendo riscatto a tutti quelli che subiscono scellerate scelte verticistiche. I punti cardine saranno salute e servizi sociali: il sindaco del capoluogo deve coordinare i colleghi della provincia nelle strategie da adottare”. 

 

 

Ha quindi anche parlato del mancato passaggio di Belcolle a dea di II livello: “In Regione hanno fatto molti meeting al riguardo, poi nulla di concreto. Promesse di ogni tipo, sacche di soldi in arrivo ma poi, alla fine, siamo rassegnati a dover vivere il calvario ogni giorno. Sulla migrazione passiva non siamo riusciti ad ottenere nessun tipo di risposta, solo rassicurazioni che poi si sono rivelate mendaci. Ci hanno venduto fumo, trattando i cittadini da sudditi sul diritto più importante”. Ciambella è un fiume in piena: “Sono stata linciata per aver divulgato, su questo problema, le statistiche del Sole 24 Ore. Oggi la Asl conferma una migrazione del 22/23%. Questa mancata salute è un disservizio che serve alla politica per trovare chi bacia l’anello e chiede la cortesia. Il fatto che serva rivolgersi a qualcuno è ignobile, ci sono persone deboli. Da parte nostra mai nessuna timidezza nel contrastare questo sistema”. 
Quindi, la parola ad Andrea Casella, medico di Belcolle: “Lo scandalo è che, mentre per le liste d’attesa chilometriche le persone sono costrette a pagare in intramenia, le macchine dell’ospedale lavorano solo 6 ore, dalle 8 alle 14, poi vengono spente. Si tratta di macchine che costano dai 250 mila euro al milione. Nelle strutture private lavorano fino a 18 ore. Le macchine del Belcolle lavorano solo se il professionista chiede all’Asl di concedergliele. L’azienda si tiene il 40%. Non puó funzionare così”. 

 


 

Ciambella e Casella avanzano le loro proposte: “Ripartiremo dall’esperienza dell’ambulatorio sociale, durata quasi cinque anni. Là, le persone possono trovare quello che, di fatto, rientra nelle case della comunità proposte dall’Asl: strutture sanitarie dove lavorano medici e pediatri con infermieri di quartiere, assistenti sociali e specialisti. Noi lo potenzieremo e lo espanderemo anche negli ex comuni”. Ci sono anche riforme del servizio sociale: “I tagli al personale hanno ucciso questo settore fondamentale. Vogliamo raddoppiare le ore di servizio, senza promettere follie come l’integralizzazione degli assistenti scolastici, cosa impossibile”. Obiettivo: “Rendere Viterbo una città solidale senza lasciare nessuno indietro”.