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Viterbo, Covid. Burioni: “La pandemia non è passata”

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Il virologo Burioni

Daniela Venanzi
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La voce all’altro capo del telefono è educata e cortese, sembra quasi di toccare con mano una gentilezza che gli è propria, e che neanche questi anni di pandemia, consumati in modo drammatico, gli hanno potuto togliere. 
Il professor Roberto Burioni, virologo, immunologo, accademico e divulgatore scientifico, docente all’Università San Raffaele di Milano, è intervenuto, il 28 maggio, presso la sede provinciale dell’Ordine dei medici, al convegno dal titolo: “La gestione integrata dell’emergenza, riflessioni e primi scenari post Covid”.
Nel corso del convegno sono stati premiati due giovani medici con una borsa di studio intitolata alla giovane dottoressa geriatra, scomparsa prematuramente, Elena Rolfo.  Presenti, tra gli altri, anche il presidente dell’Ordine dei medici di Viterbo, il dottor Antonio Maria Lanzetti
Al termine del suo intervento, il professor Burioni si è prestato con ulteriore disponibilità a rispondere ad altre domande. 
Quando mi invitano colleghi, come in questo caso - ha spiegato Burioni - partecipo volentieri. Ho accettato infatti con vero piacere di essere presente al convegno viterbese che ritengo organizzato molto bene e con temi attuali, di cui è bene parlare per continuare ad essere informati. Poi Viterbo e relativamente vicina a Roma, dove ho trascorsi da ricercatore al Gemelli, ed è stato un po’ come sentirmi a casa”.

 

Professore, secondo lei possiamo dirci fuori dalla pandemia? Possiamo considerare il Covid come un cessato allarme, o ci sono motivi per non abbassare la guardia?

“Certo non sono un astrologo e quindi certezze non ce ne sono. Temo che sia prematuro dare una risposta in questo senso. Ora siamo in estate, ed è attestato che il virus circoli meno. In autunno però non sappiamo come si comporterà. Quello che mi sento di dire è di non farci cogliere di sorpresa. Possiamo ipotizzare, ad esempio, che sia necessaria una quarta dose del vaccino, per cui facciamoci trovare pronti, preparandoci da adesso. Un ulteriore passo significativo sarebbe quello relativo al ricambio d’aria - continua il professore - per cui, fin tanto che si può, sarebbe opportuno dotare le strutture di impianti adeguati, da installare soprattutto nelle scuole, negli uffici e nei luoghi al chiuso in genere”.

Qualcuno è spaventato dal vaiolo e soprattutto allarmato dalle notizie circa una possibile trasmissione di questa malattia che credevamo ormai sconfitta. Lei che ne pensa?

“Che non ha nulla a che vedere con il Covid. Abbiamo a che fare con un virus sconosciuto che ancora evolve in diverse forme e che possiamo combattere con farmaci e vaccini, con cure adeguate rispetto all’inizio, ma ancora da perfezionare e osservare. Dall’altra parte il vaiolo rappresenta invece una malattia che conosciamo e che era stata combattuta, che appartiene all’altro secolo e che è stata vinta, con un vaccino efficace. Non possiamo mettere sullo stesso piano le due emergenze”.

 

Cosa pensa dell’associazione Tueamore voluta dalla giovane dottoressa scomparsa, Elena Rolfo, che nel corso del convegno ha attribuito due borse di studio? 

“La ritengo una iniziativa molto bella, un percorso lodevole che premia tra l’altro giovani medici brillanti viterbesi (Giulia Cenci e Andrea Muscoli ndr). E se i medici sono preparati, il paziente sarà ben curato e trattato. Puntare su questo, sulla preparazione, significa puntare sulla competenza di chi vuole diventare un bravo medico, stimolare la crescita personale e professionale, che poi viene messa a disposizione del malato. Ecco perché - conclude il professor Roberto Burioni - oggi ho accettato questo invito, i giovani impegnati su questo fronte, sono la speranza e il futuro”.