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Guerra, la provincia di Viterbo pronta a ospitare 160 profughi ucraini

Massimiliano Conti
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Sono 160, allo stato attuale, i posti letto destinati ai profughi ucraini nella provincia di Viterbo. Si tratta di spazi disponibili all’interno delle strutture che hanno manifestato il loro interesse ad offrire un’accoglienza diffusa, come spiega un articolo del Sole 24 Ore che ha realizzato una mappa con i dati forniti dalla Protezione civile.
Nel Lazio, in rapporto alla popolazione, è la provincia di Rieti quella più accogliente, con un posto disponibile ogni mille abitanti. Al secondo posto Frosinone con un posto ogni 1.790 abitanti (143 in totale). Viterbo è terza: un posto letto ogni 2 mila abitanti. Segue Latina con uno ogni 5.600 abitanti (103 posti). Fanalino di coda la provincia di Roma con appena 600 posti su una popolazione totale di 4 milioni e 354 mila abitanti (un posto disponibile ogni 7200 residenti). 

 

In Italia è la provincia di Salerno quella con il maggior numero di posti letto a disposizione per gli ucraini in fuga dalla guerra: 1.181. In genere il Sud batte il Nord in questa classifica dell’accoglienza. Va anche detto, però, che il servizio non viene fornito dalle strutture gratis: è previsto un contributo statale sulla base di un avviso emesso l’11 marzo scorso dalla Protezione civile. Alla data del 25 maggio gli enti ammessi erano 29, per un totale di oltre 17 mila posti. Il sistema, come spiega il giornale della Confindustria, prevede, oltre all'accoglienza diffusa, anche la coabitazione con le famiglie del territorio e in alloggi messi a disposizione dagli enti che gestiscono il servizio o da privati: “L’obiettivo, oltre a quello di garantire vitto e alloggio, è di favorire l’integrazione delle persone ospitate, attraverso l’insegnamento dell’italiano, l’inserimento scolastico dei minori e la mediazione linguistico-culturale”.
Sempre alla data del 25 maggio risultano circa 80 mila i cittadini ucraini che hanno richiesto un permesso di soggiorno in Italia per protezione temporanea. Per la maggior parte si tratta di donne e le ragioni sono ovvie, visto che, dall'inizio della guerra, agli uomini tra i 18 e i 60 anni è proibito lasciare il Paese in quanto impegnati, effettivamente o potenzialmente, nella resistenza all’invasione russa.

 

I minori che hanno chiesto protezione temporanea in Italia sono invece 39 mila. Non si conosce ancora la loro ripartizione provinciale ma tutti gli istituti viterbesi si stanno già attrezzando per accogliere un’ondata di alunni e studenti nelle classi, con tutte gli impegni e le difficoltà che ciò comporterà, in primis a livello linguistico. 
I fondi per le attività finalizzate all’integrazione sono cospicui e i collegi dei docenti si stanno già riunendo in queste ultime settimane dell’anno scolastico per raccogliere proposte e progetti da mettere in campo a partire dal prossimo autunno.